\\ Home Page : Articolo : Stampa
Reportage ARGENTINA: El Matadero - VIDEO e AUDIO -
Di Admin (del 23/04/2007 @ 02:04:48, in reportage america, linkato 5447 volte)

23-04-2007

La noia è un sentimento sconosciuto a Buenos Aires.

Oggi ha piovuto, e così è stata sospesa la “Feria de los Gauchos” alla quale tenevo parecchio. Stavo con Mariano, l’amico di Tilcara, con Rita, una porteña conosciuta l’anno passato ed il suo consorte Pocho.

Decidiamo così di consolarci riempendoci lo stomaco con una bella Parrilla (grigliata mista della migliore carne argentina), ottimo rimedio per delusioni di ogni genere. Dopo il lauto pasto, Pocho che è un ballerino di tango e folklore conosciuto nella zona della feria (el matadero) mi porta alla "Federacion Gaucha Porteña", un edificio antico e mal ridotto, ma con un fascino speciale. Un posto come piace a me insomma. Un salone grandissimo con muri alti e finestre gigantesche, le pareti piene di stendardi, bandiere, la foto di Gardel e cianfrusaglie; una cucina traboccante di pentole, piatti e strumenti di ogni tipo, secchi per raccogliere le gocce che si infiltrano e in un angolo, poi, tre musici: Sandra, che canta tango e folklore, il signor Oscar che suona una chitarra scordata, e Lito Beinoso, un bandoneon un po’ usato.

Mi invitano a sedere, si beve il mate, si mangiano le Empanadas (la comida più caratteristica dell’argentina), si parla di musica, si ride, si scherza, si suona. Vals "Desde el Alma" di Homero Manzi cantato da Sandra.

Ieri ho imparato a suonare la Chacarera , forse il genere piú apprezzato e suonato in argentina: ho passato la giornata a Hurlingham, una localitá a mezzora di treno da Buenos Aires, con due persone di una disponibilitá incredibile: Juan Carlo Barroso e Marina Prá. Li ho conosciuti grazie a Liliana Bocca una dei soci del CAVA. Lui gran chitarrista, lei cantante e direttrice del coro “Vocal Macedonia” di Hurlingham, ha la mamma bresciana. A fianco della bellissima abitazione che Juan Carlo ha abilmente restaurato, hanno costruito con le proprie mani una scuola dove insegnano musica, folklore e canto corale.

La scuola si chiama “Yupana” che nella lingua dei Mapuches e del Quechua indica un gioco fatto con delle pietre. Juan Carlo apre una bottiglia di buonissimo Malbek che dice di aver conservato per un momento importante e sulla tavola c’è una gran quantitá di empanadas. Discutiamo di musica per quattro ore.

La bellissima coppia, mappa dell’Argentina alla mano, mi fa un riassunto di tutto quello che bisogna sapere sul folklore argentino, le origini indigene, le influenze europee, le influenze dell’emigrazione. Questo paese è una gran “mescla” di culture differenti che fondendosi assieme hanno dato vita a generi nuovi che parlano molte lingue e racchiudono significati antichi e legati alla terra. Juan Carlo suona, mi insegna la tecnica della Chacarera (non facile) Marina mi mostra le danze, gli strumenti e canta.   

Io, Marina Prá, Juan Carlo Barroso 

 

Sto imparando molte cose di questo paese e di questa cultura grazie a persone come Juan Carlo e Marina che senza chiedere nulla in cambio, dedicano il loro tempo prezioso per donarmi preziose informazioni su musiche, usi e costumi della propria terra, con orgoglio e cordialitá. Io ne faccio tesoro, annotando tutto in schede che conservo e approfondisco quando ho del tempo libero.

Buenos Aires è il riassunto di tutta la cultura musicale Argentina, qui non si trova solo tango. Basta uscire un attimo dal centro per incontrare peñas folklorica di tutto il paese. La cittá è popolata da gente proveniente dalla provincia e mantiene le tradizione della propria zona riunendosi a suonare e danzare in postacci nascosti. Potrei restare qui e fare tutto il lavoro da Buenos Aires...peró domani me ne vado, a Rosario, piú al nord, perché ho voglia di mettermi lo zaino in spalla e di partire.

Cueca cantata da Sandra. Gracias un beso Andrea.