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Archivio Io Suono Italiano ?     archivio dal tango alla musica caraibica

Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 

Grande serata di musica, energia e festa quella di ieri sera nella tendopoli di Valle Cavalletto ad Ocre (AQ). Quello che si è creato è difficile da spiegare, ma oggi al mio risveglio le facce degli amici abruzzesi e dei volontari della protezione civile di Treviso e dintorni sono più allegre, e gli strascichi gioiosi della serata di ieri tardano ad assopirsi.

La festa è stata interamente trasmessa in diretta dal blog www.ilcamminodellamusica.it e Rai Radio 2 ha effettuato due collegamenti telefonici all'interno della trasmissione "Per fortuna che c'è la radio" creando l'ilarità dei partecipanti. Anche i conduttori Gianfranco Monti, Andrea Santonastaso, Elisabetta Farina (che saluto e ringrazio) hanno dimostrato entusiasmo per quello che ascoltavano e mi auguro che il pubblico da casa abbia potuto godere di questo grande messaggio di forza e speranza che si è creato qui ad Ocre.

Un ringraziamento speciale ai musicisti che sono giunti da varie parti dell'Abruzzo. Trio 99 Francesco, Alessandro e Diego (L'Aquila) e "I Santantoniari" Augusto, Spennak, Domenico, Antonio (Penna Sant'Andrea TE) che hanno unito i talenti per condividere la musica abruzzese. La loro musica proviene da questa terra accogliente e coinvolge anche il più demotivato. Oserei dire che è miracolosa. Siete stati grandi.

un breve momento della diretta

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Tornare in quei luoghi in cui ero già passato in questo cammino è sempre stato emozionante. L'ho fatto a Penna Sant'Andrea (TE), a Cegni (PV), a Mamoiada (NU), ad Ancona e ora qui ad Ocre (AQ) dove ho ritrovato gli amici abruzzesi che ancora vivono nelle tendopoli. Dovevo fermarmi poche ore, il tempo di ritirare un PC, che mi ha donato "Informatici Senza Frontiere" (grazie) e che si trova qui inutilizzato.

Poi gli amici che mi domandano di suonare qualcosa, che ricordano i momenti passati insieme quando un mese fa ero capitato da queste parti per fare un "video show", la Protezione Civile di Treviso che mi parla in dialetto e mi offre la grappa.

Come fare a non fermarsi un po' di più? così abbiamo deciso di fare una festa e stasera 6 luglio dalle 21.30 musicisti abruzzesi e gli abitanti delle tendopoli vicine si raduneranno qui al Campo Cavalletto di Ocre per stare assieme e fare baccano dimenticando per qualche ora la terra che trema, il G8 e le altre preoccupazioni.

Sintonizzatevi su Rai Radio 2; "Per fortuna che c'è la radio" mi telefonerà durante la diretta

Primo collegamento ore 22.50

Secondo collegamento ore 23.50

In diretta anche su questo schermo a partire dalle 21.30

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Grazie di cuore al pubblico di Modena e all'Associazione Culturale LA POMPOSA per l'entusiasmo dimostrato mercoledì sera in occasione del "Video Show" in Piazza Pomposa. Per me è stata un'occasione di debutto per testare la nuova regia curata da Fabrizio Paladin (vedi sotto); grazie anche a Diego Pernici e alle sue percussioni. Spero di aver soddisfatto le aspettative di tutti. In questo link trovate delle foto scattate dagli organizzatori Silvana e William. Un grande abbraccio.

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Se in questi giorni non sto scrivendo molto sulle tradizioni musicali che incontro durante il viaggio è perchè sono impegnato nella costruzione della nuova regia dello spettacolo "Video Show" (principale fonte di finanziamento del viaggio). Per l'occasione mi ha raggiunto qui in Sardegna il regista Fabrizio Paladin grande amico e compagno di musica fin da piccoli che mi sta fornendo la sua grande esperienza teatrale;

questi giorni perciò li stiamo dedicando a rinnovare lo spettacolo che porterò poi (per fortuna) in diverse piazze d'Italia. Ieri sera (27 giugno) è già stata la volta di Arborea (OR);  l'amministrazione Comunale, la Pro Loco e l'Associazione Trevisani nel Mondo hanno fissato l'appuntamento nel Teatro dei Salesiani. Arborea è una città creata da Mussolini in epoca fascista, che ha subito una forte migrazione veneta. Qui sto vivendo gli stessi episodi che succedevano in alcune zone dell'Argentina: la maggior parte degli abitanti ha discendenze venete e quando comunico la mia provenienza trevisana, i più nostalgici non esitano a raccontarmi le loro storie di immigrazione... che bello!!! Grazie di cuore anche al pubblico mamoiadino per la bellissima (anche se fredda) serata del 23 giugno.  Il video show si è svolto in un angolo suggestivo del nuovo museo. Per me è stato un onore inaugurare questo spazio che tra pochi mesi diventerà un centro di cultura e storia mamoiadina. Il museo includerà una sezione dedicata ai suoni popolari; per questo l'Assessore alla cultura Bastiano Mele ha deciso di ospitare il mio spettacolo. A Mamoiada tra le altre feste, si celebra il famoso Carnevale di Mamoiada, con la sfilata dei caratteristici Mamuthones, ma le occasioni per visitare questo paese sardo sono molte altre. Del resto l'accoglienza e l'energia dei suoi abitanti non permettono di certo di annoiarsi.

 

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17/06/09
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She is known as Giannina, she’s all black, her eyes are dark with deep blue shades, she is a storyteller. When she sings she seems transforming into another creature and the drama of her voice comes straight inside and moves the soul.
Giannina is perhaps the last survived among a group of wandering musicians who, years ago, traveled to the houses in the province of Teramo and Ascoli to sing stories. They were stories especially about Saints, Sant Antonio, Sant Gabriele and Saint Lucia, drawn from the holy cards, images sold in the markets of her area, then diesille (prayers for dead beloved) and "party" songs drawn from the traditional national folk repertoire. She was not alone, she travelled and sang with her husband who, before the marriage, was a storyteller with a friend. Then the choice to follow him and to start a life as storyteller. They were five hundred people moving, by bus or by bicycle, and they have been doing this job for over 40 years, alternating it with occasional works but keeping it as a main activity or at least as the primary preference.
I can get in touch with this treasure of a woman thanks to Gianfranco Spitilli (www.bambun.webnode.com), an anthropologist of Teramo that during my stay in Abruzzo provided valuable and interesting meetings. Since a while Giannina is among his favorite area of “study”. This term may be considered cool, but for this kind of jobs it is necessary to have much love for the" subjects of study. " When Giannina sings Gianfranco  always closes his eyes and moves.
 
We stay with Giannina a whole morning in the house of her family in Garrufo di Campli: it rains and her stories cool and warm the heart in a rapid alternation. Her husband's death, which occurred a few years ago, seems to have discouraged a lot Giannina, and her attitude towards life has certainly changed.
"If my husband was still alive we would have been certainly still around singing," she says without hesitation, but then everything ends ...
She claims a better past, made of simple things that no longer exist, she especially speaks about welcome that once was more hearty, she tells about when she went singing in the houses: "The fact of being a woman provided me more attention" she says, and so also for her husband who used to travel always with men, thanks to her everything became easier.
When I explain to her the reason of my visit and what I'm doing, somehow she feels close to me because I tell travel stories and it comforts her the fact that, unlike her, I have a house with wheels that allows me to be independent from people hospitality, while she had to obtain accommodation in other people houses. My natural reaction was comforting her telling that it seems the times haven’t changed so much at least under this aspect because I have found a lot of hospitality but, maybe, it is a different kind of hospitality, or just times are different.
Even though she was a woman with a great energy, her attitude is pessimistic and nostalgic. When she tells about her past she makes long silent pauses and with her hands she takes his head as a sign of desolation. But at her side there is Francesco, her adored nephew who, not by chance, plays the accordion, knows the repertoire of storyteller, sings like his grandfather and even has an old Fiat 500 ... when Giannina looks at him, the face changes expression and a wriggle of madness and love makes her dreaming a story, and so she continues to sing.
 
Thanks to: Giannina Malaspina and her family, Francesco Di Carlo, nephew of Giannina (the CD of his group "A'SSALTARELLA" there are two tracks dedicated to grandparents); Gianfranco Spitilli who, thanks to Francesco, "discovered" Giannina, and now I could “discover” her also.
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Dear Gentlemen, I greet you all ... I sing you two ditties and also the facts of May that brings us the flowers and fruits, we will reap them after they become rope...if you pass though the Marche in May, you won’t be able to leave the country without having in your head this tune. Also the camper of the il cammino della musica was hit by the irony of Marche ditties, and nowit continues its march with a cat leather resting on the seat and engraved with a ditty dedicated to the cammino. (vedi "Farewell to Marche with saltarello")
I am in Morro d'Alba (AN), where the third Sunday of May they celebrate a feast that collects very ancient customs and traditions connected with the spring season and the renewal of life: it is the Cantamaggio. Originally it was celebrated the night of the 30th of April and the first day of May with teams of musicians called "maggianti", with organ, triangle, tambourine, voices and imagination that go in the houses of the village, bringing joy to people through a song ritual of collection that wishes prosperity for the harvest and the work. The symbol of Cantamaggio is a large tree that is planted at the end of the feast in the central square of the village with the purpose to wish the fertility of the earth and women.
 
Interpreters of this ritual, which has its roots in very remote times, is a whole people, that since years has decided to re-propose and interpret, in a current way, this tradition that otherwise would have risked to fall out of use totally, due to the economical - social upheavals of recent times.
 
Today, the "May" has nothing to do with the artificial reconstruction of an old memory, but with its music and its dancing, is still rooted, and lives in the DNA of people who lives it; this is not either a phenomenon linked to a single annual occurrence: here you sing and dance during every occasion of celebration and sharing, young and old people joined together by a single language.
 
Walking through the Marche villages, it may happen to attend a performance of singing, which sometimes becomes a real competition; quick repartee between skilful singers who catch rapidly the most effective words from their fantastic vocabulary, creating funny and provocative ditties in rhyme. In the ditties there are often explicit sexual references, and they are accompanied by the sound of lively saltarelli and by the steps of tireless dancing couples.
Each tragic or comic episode, every type of character or person, every situation can be inspiration for new improvised ditties. But people must not take offence, it would be a further incentive to the creation of new ditties and to the mockery shared between singers, players and audience.
Mario Amici is one of the veterans among ditties singer of Marche, but also one of the most active, the night of Cantamaggio was the last to come back home after having spent the whole day to sing his ditties and play an instrument that it seems it has been invented by him. It is called "segone" or "violin of the poor" a piece of wood shaped as a violin and rubbed with a wooden bow. He told jokes and sang ditties to an audience of young people sitting on the square of Morro d'Alba, until late at night. Everyone listened to him with great admiration, his wife with great resignation, incredulous of what his imagination was able to invent. He learned to sing by his ancestors, now his son Stefano is a skilful builder of tambourines, he has also invented a 10 meters long organ which needs 5 people to be played and his nephew Marco, five years old, starts beating the first shots on the tambourine
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MORE PICTURES (those published on this page are pictures of JESSE)
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THANKS TO: Mario Amici, Danilo Donninelli, Stefano Amici, La Damigiana, Gianni Donnini, Paolo Polverini, Gastone Petrucci Ass. Cult. La Macina, il Bar di Morro d'Alba, all the people of May, the City of Morro d'Alba, Ilaria Fava, the martinicchia, brothers Samuel and Sauro Accattoli, Nardino Beldomenico, Primo Pirani, Il cielo in una danza, Stefania Giuliani ...
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Se conoce como Giannina, es muy morocha, tiene ojos oscuros, con rasgos de azul intenso, es una juglar, una cantastorie. Cuando canta parece que se transforma en otro ser y la dramaticidad de su voz entra hondo en las entrañas y moviliza el alma.
Giannina es probablemente la última entre un grupo de músicos itinerantes que hace años viajaban por las casas de la provincia de Teramo y Ascoli para cantar historias; historias de santos sobretodo, San Antonio, San Gabriel y Santa Lucía, inspiradas de las imágenes de santos vendidas en los mercados de su zona, luego diesille (plegarias para parientes muertos) y canciones “de fiesta”, tomadas del repertorio popular tradicional nacional. No estaba sola, viajaba y cantaba con su marido, que antes de casarse con ella era un cantastorie, junto con un amigo. Luego su elección de seguirlo y, a partir de aquel momento, una vida de cantastorie. Se movían con un Fiat 500, con el ómnibus o en bicicleta; hicieron este trabajo por 40 años, alternándolo con trabajos ocasionales, pero manteniéndolo de todas formas como su actividad principal, o por lo menos como principal punto de referencia.
A esta hermosa mujer pude llegar gracias a Gianfranco Spitilli (www.bambun.webnode.com), antropólogo de Teramo, que durante los días en la región de Abruzzo me facilitó muchos encuentros valiosos e interesantes. Desde hace un tiempo Giannina es su preferida en su ámbito de “estudio”: aunque esto pueda parecer frío, para trabajos de este tipo se necesita mucho amor hacia los “objetos de estudio”. Gianfranco, cuando escucha cantar a Giannina cierra siempre los ojos y se emociona.
Pasamos juntos con Giannina una entera mañana, en la casa de su familia en Garrufo di Campli: llueve y sus historias calientan y enfrían el corazón con una rápida alternancia. La muerte del marido, de hace pocos años, parece haber desalentado mucho a Giannina y su actitud hacia la vida ha seguramente cambiado.
"Si mi marido todavía estuviera vivo, estoy segura que seguiríamos viajando y cantando”, afirma sin vacilaciones, pero después todo termina...
Recuerda un pasado mejor, hecho de cosas sencillas que ahora no existen más; habla sobretodo de la hospitalidad, un tiempo mucho más cálida, cuenta de cuando iba a cantar por las casas: "El hecho de ser mujer me otorgaba más atenciones” dice y así las cosas gracias a ella fueron más sencillas.
Cuando le explico la razón de mi visita y lo que estoy haciendo, de alguna forma se siente muy cercana a mí, que cuento historias de viajes y se anima sabiendo que yo, a diferencia de ella, tengo una casa rodante que me permite ser más independiente de la hospitalidad de la gente, mientras ella necesitaba encontrar alojamiento en las casas de los demás. Me surge espontáneo consolarla por mi lado, diciéndole que los tiempos, por lo menos en este, no cambiaron si considero la acogida que estoy encontrando, pero a lo mejor se trata de una forma diferente de hospitalidad o simplemente de otros tiempos.
Si bien es una mujer con mucha energía, su actitud es pesimista y nostálgica, tiene largos silencios cuando cuenta su pasado y con la mano se cubre la cabeza como a indicar desolación. Pero al lado de ella está Francesco, su amado nieto que, casualmente, toca el acordeón, conoce el repertorio de cantastorie, canta como su abuelo y además tiene un viejo Fiat 500… cuando Giannina lo mira, su cara cambia de expresión y una punta de amor y locura le hace imaginar una nueva historia y así sigue cantando.
Agradecimientos: Giannina Malaspina y su familia; Francesco Di Carlo, nieto de Giannina (nel CD de su grupo "A'SSALTARELLA" hay dos temas dedicados a los abuelos);  Gianfranco Spitilli que, gracias a Francesco, “descubrió” a Giannina  y ahora la hizo descubrir a mí. que, gracias a Francesco, “descubrió” a Giannina  y ahora la hizo descubrir a mí." hay dos temas dedicados a los abuelos);   que, gracias a Francesco, “descubrió” a Giannina  y ahora la hizo descubrir a mí.
Traduccion: Sabrina Espeleta
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16/06/09

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