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Archivio Io Suono Italiano ?     archivio dal tango alla musica caraibica

Il cammino della musica è lieta di informare i gentili visori, ascoltatori, seguaci, affezionati suonatori e sognatori, che la missione "Dal Tango alla Musica Caraibica" è finalmente, gloriosamente e felicemente compiuta!!

L`Isola Margarita con la sua musica caribeña rappresenta la meta di arrivo del lungo cammino iniziato con le note del Tango di Buenos Aires.

Stappata la bottiglia e celebrato questo grande momento.. mi rimbocco le maniche e CONTINUO a camminare.

"Il GOBIERNO DEL ESTADO BOLIVAR DE VENEZUELAha deciso infatti di valorizzare il progetto "Il cammino della musica" offrendogli un NUOVO PATROCINIO.

A causa di un clamoroso ritardo nella tabella di marcia e delle precarie disponibilità finanziarie rimastemi, sarei stato costretto a tornare in patria in breve tempo, avendo solo assaggiato il sapore venezuelano. Questo aiuto mi permetterà di visitare più a lungo il Venezuela, per conoscere e divulgare l`inaspettata ricchezza musicale di questo affascinante paese latinoamericano.


Ringrazio di cuore tutti coloro che mi hanno aiutato a raggiungere questo nuovo traguardo ed in particolar modo: la "Gobernaciòn del estado Bolivar" el Governador General Francisco Rajel Gomez, La Secreteria privada: Lilibeth Gomez e Irma Hernandez. Damelis Castillo e Alfredo. Delys Garcia. Cristina Rodriguez e tutto lo staff. Larrys Salinas. Fabio Annarelli e Anamaria Mendoza. 
 

Diretta radio il giorno mercoledi 12/09/07 dalle ore 9.30 venezuelane (15.30 italiane) su

RADIO ONDA 97.3 di Puerto Ordaz (Venezuela) 

On air cliccando qui: www.onda973fm.com

 

Mi trovo a Bahia, il primo stato del cosiddetto nordeste brasileiro. Dopo aver passato due giorni nella capitale Salvador de Bahia (bellissima), dove mi hanno ospitato la gentilissima Anasao Jose con la sua adorabile Preta che qui  ringrazio,  mi sono spostato nell´entroterra in un paesino chiamato Santo Amaro. Qui devo incontrare Roberto Mendez che è un chitarrista molto rispettato e conosciuto a Bahia, dove suona il Samba de Roda con una tecnica speciale cihiamata Chulas. Roberto sembra essere uno dei pochissimi praticanti di questa tecnica, qui a Bahia. Santo Amaro conta 60.000 abitanti, è considerata una delle culle della musica tradizionale bahiana. La città è molto antica ed è stata una delle prime colonie portoghesi dove arrivavano gli schiavi deportati dall´Angola. Qui più che in Brasile sembra di essere in Africa. Per questo risultano ancora vive le tradizioni, le usanze e la musica africana. La popolazione è soprattutto nera, il clima è tropicale, piove sempre e fa caldo. E' impressionante come spostandomi da una località all´altra del Brasile cambino insieme paesaggio, clima, popolazione, cibo e ovviamente musica! E' faticoso ogni volta doversi abituare ad un cambiamento così radicale: il Brasile è un paese che contiene molti brasile al suo interno. Le dimensioni continentali del paese fanno sì che l´unica cosa comune in esso sia l´idioma. Il resto è un continuo mutare. Qui a Santo Amaro piove ininterrottamente da due giorni. Roberto mi dice che quando piove la gente diventa triste e tutto si ferma. Soprattutto l´attività musicale. Non nascondo che anche io sono stato colpito da questa sindrome da pioggia e l´apatia ha sovrastato anche me, rendendomi un po' malinconico. Oggi però è spuntato il sole per qualche ora e così ho colto l´occasione per farmi un giro per il paesino africano. In attesa di documenti musicali (si prospettano per me incontri interessanti), metterò delle immagini scattate durante una passeggiata per Santo Amaro. Avevo fatto un bel video della passeggiata ma la macchinetta fotografica fa i capricci e quindi non posso pubblicarlo. Spero che i colori delle immagini non siano troppo sbiaditi, perché da qui, in quell´ora di sole, la frutta delle bancherelle dava una spinta alla lentezza della giornata.


Per altre foto / para ver outras fotos / para ver otras fotos: http://www.flickr.com/photos/ilcamminodellamusica/ Per vedere gli articoli precedenti clicca su "storico" / para ver outros artigos clica "STORICO" / Para ver otros articolos "STORICO".

 

Domenica 10 giugno, alle 11 collegamento radio tra Radio Viva www.leouve.com.br di Bento Goncalves (Brasile) e Radio Conegliano (Italia). UN PROGRAMMA INTERAMENTE IN DIALETTO VENETO! vai sul sito http://www.radioconegliano.it/ e clicca "ON AIR". Qui saranno le 6 di mattina...

www.imprensadigital.blogspot.com

 

Desidero ringraziare i docenti dell' Istituto Normal di Conception de Uruguay in particolar modo la professoressa Cecilia Feliciana Castro per avermi invitato ad un incontro con gli studenti della scuola, dove ho avuto la possibilità di confrontarmi con i ragazzi esponendo la mia esperienza e portando un po' di musica italiana. Per me è stata un'esperienza positiva e spero di esser riuscito a comunicare qualcosa di utile agli alunni musicisti e non.

Deseo dar gracias a los docentes de la Escuela Normal Mariano Moreno de Concepciòn De Uruguay en particular modo a la profesora Cecilia Feliciana Castro por envitarme a un encuentro con los alumnos de la escuela donde pude confrontarme con los chicos esponiendo mi experiencia que estoy realizando y tocando un poco de musica italiana. Por mi fue una experiensia positiva y espero aber comunicato algo util a los alumnos musicos y no. (y tambien a Marcelo para la traduction y la filmacion!!). Otras fotos aka! http://www.flickr.com/photos/ilcamminodellamusica/ 


Gracias a Marcelo Boxler e monica, Octavio, nena, per avermi ospitato e organizzato tutta la movida di concepciòn, A radio Concepcion, a Canal 2, a la Casa de la Cultura, a Tutta Concepciòn del Uruguay.
 

Mi sono preso due giorni di “ferie” dal cammino, approfittando dell’invito al compleanno di un’amica brasiliana a Curitiba, città cosmopolita di quasi due milioni di abitanti dello stato di Paranà (Brasile). Ethel, importante scrittrice di testi di MPB (musica popolare brasiliana), molto conosciuta a Curitiba, ha deciso quest’anno di celebrare i festeggiamenti a la Ilha do Mel (Isola di miele...) a due ore di macchina e mezz’ora di barca da Curitiba. Come fare a resistere ad un invito simile?

Foto: Ilha do Mel (Brasile)

Ho passato solo una notte a Curitiba prima di raggiungere l’isola con Ethel e tutta la compagnia, ma è stata comunque una notte densa di divertimento e musica. Sicuramente ritornerò in questa città con più tranquillità, quando entrerò nuovamente in Brasile seguendo la rotta del cammino.

A Curitiba, dopo un bel concerto di MBP con pezzi scritti da Ethel e interpretati dalla bella voce di Ana Cascardo e dal virtuoso Bonsái Trio, ho conosciuto Jerson Bientinez, grande chitarrista e compositore di MBP, stella di Curitiba. Mi porta a bar Kapelle, dove si suonano dal vivo le migliori canzoni di Tom Jobin e altri. Ci sediamo a un tavolo e ordiniamo da bere cashasa, tipica bevanda nazionale simile al rum, un vero “torci budella”. Jerson mi racconta degli aspetti più divertenti della sua vita artistica, mi mostra i suoi cd, le sue foto appese nel locale, mi regala l’ultimo suo cd con una dedica, ed infine programmiamo di incontrarci per suonare qualcosa assieme. Lui qui gode di una grossa fama e stima e tutti si fermano a salutarlo con entusiasmo; molto gentilmente dice a tutti che ha portato un amico italiano. Così in breve tempo conosco  più o meno tutta la gente del bar, che ha un aspetto molto “piratesco” e vivo un'atmosfera caldissima e conviviale. 

 

Foto: io e jerson

 

Il rituale della presentazione qui in Brasile sembra essere molto importante: la stretta di mano dura molto, se l'amicizia è profonda ci si abbraccia a lungo, e molte sono le domande sullo stato di salute e benessere dell'amico; si svolge tutto senza fretta.

Tutti si rivelano incuriositi sul mio conto e hanno molte cose da chiedermi, solo che io capisco poco questo nuovo idioma; in breve però mi rendo conto che l'unica persona che riesco ad intendere bene è Jerson perché, a differenza di tutti i brasiliani che ho conosciuto, parla lentamente e in modo chiaro. Io parlo in castellano e così ci intendiamo, soprattutto dopo un bicchierino di cashaça. La musica continua a condire l'atmosfera e l'idioma brasiliano è davvero molto musicale. Dopo il tempo passato in Argentina, mi rendo conto che il Brasile ha un suono tutto diverso ed un carattere senza dubbio più solare.

Inoltre sentire dal vivo alcuni celebri pezzi fin ora sentiti solo in disco o alla radio, crea una bella sensazione di "distanza". 

Il primo impatto con il Brasile e la sua gente è stato quindi molto positivo; del resto questa parentesi brasiliana è stata anche utile per rendermi conto di cosa mi aspetti.

Ho avuto i primi contatti con gente brasiliana che, in fatto di cordialità, accoglienza e simpatia non ha nulla da invidiare ai vicini argentini, e ho aperto importanti contatti musicali per quando tornerò; ho realizzato che non capisco nulla di portoghese, e quindi studierò un po’; ho provato la comida brasileira e la carne (quella sì, che la devono invidiare agli argentini!); inoltre ho scoperto di aver problemi con la mia carta di credito, e che questo paese non è poi così economico..

La Ilha do Mel è un puntino fatto di alberi verdi e sabbia bianca nel vasto Oceano Atlantico brasiliano. Troverete le foto qui (http://www.flickr.com/photos/ilcamminodellamusica/) e scriverò dell'isola agli amici di Web'n go su www.viaggiscoop.it

 

Test: Chi è quello nel ritratto?

 


Qui sotto vi regalo una chicca, una cosa semplice che non ha bisogno di presentazione e che forse per un italiano é il pezzo che piú rappresenta il caldo bel Brasile.  Jerson Bientinez alla chitarra, Luci Pinheiro canta.
 

Ho trascorso quattro giorni a Rosario, la città del litorale argentino dove, tra incontri con musicisti, miei compaesani emigrati, concerti e suonate, non mi sono fermato un istante. Rosario è una città che offre tantissimo dal punto di vista culturale, e si dice che abbia una vita musicale propria.I giovani impegnati socialmente e culturalmente sono moltissimi e la città è piena d’opportunità, spirito e iniziativa.

“Il cammino della Musica” qui è piaciuto molto e così grazie alle persone che mi aspettavano o grazie ad incontri fortuiti, in soli quattro giorni ho avuto la possibilità di fare un’intervista alla radio locale (Radio Universidaded), dove ho sfoggiato il mio castellano tipicamente italianizzato ma... efficace, e dove ho suonato con un bravissimo fisarmonicista (Roberto), ad un programma televisivo culturale di Canal 3; in quest’occasione ho utilizzato una chitarra un po’ sgangherata prestatami da Angel, un musico rockettaro conosciuto all’ostello “La casona de don Jaime”, dove alloggiavo. Senza dubbio due belle opportunità. Qui le cose succedono, e gli stimoli sono molto forti, ed il bello è che si improvvisa sempre: “Una telefonata, l’idea piace? Sì! Perfetto, facciamolo!” Un po’ meno qualità, forse, ma più grinta e spontaneità, sicuramente un mix vincente.

Foto: Radio Universidad, Studio di Canal 3

 

L’Italia qui è presente per il 75%. Tutti hanno un abuelo (nonno) italiano o qualche altra forma di discendenza, oltre ad italiani “puro sangue” (non so se si possa dire così), ci sono tanti emigrati qui anni or sono o da pochi giorni. Mi è capitato anche di sentire due bambini di sei e sette anni cantare TUTTO L’INNO NAZIONALE ITALIANO sotto una base hard rock…


Ringraziamenti: Agostina Zaros (giornalista, produttrice di radio e altre cose che non ricordo): mi ha seguito per cinque giorni organizzandomi tutti gli incontri e gli impegni (ad un certo punto le ho chiesto ferie). I membri dell’Associazione Famiglia Veneta per i cori, la cena e la simpatia, Roberto Rosati (gran fisarmonicista). Lo staff di “Radio Universidad de Rosario”,  lo staff di Compromisso, Canal 3, Mariana del Chierico e famiglia. Angel Rock per la chitarra (www.ishtarmadam.blogspot.com), gli Amaro Lucano (canzoni italiane vecchie rifatte in versione hard hard hard rock), i ragazzi dell’ostelloLa casona de don Jaime”.
 
I giorni a Buenos Aires corrono via veloci, le dimensioni abnormi di questa città sembrano accorciare le ore, e così la sera mi coglie di sorpresa e puntualmente i piedi mi fanno capire che è ora di fermarsi un pochino, anche se sono riuscito a combinare un decimo di quello che mi ero prefissato di fare al risveglio. Sicuramente Buenos Aires non è la città adatta a chi ama fare le cose con calma prendendosi i propri tempi, perché qui “i tempi” sono quelli di Buenos Aires
Inizia il fine settimana porteño e tutti si riversano negli interminabili locali della città. Culturalmente Buenos Aires offre di tutto; c'è solo l'imbarazzo della scelta: venerdì io ho scelto di andare ad un concerto di tango in uno ei locali più conosciuti di S. Telmo: il Torquato Tasso.
Noto immediatamente che il pubblico è per la maggior parte porteño (a parte il giapponese che sta seduto accanto a me e che mi racconta in una lingua aliena di essere a Buenos Aires per studiare bandoneon. Ma avete mai sentito un giapponese parlare in castellano?), ciò significa che il tango che si andrà ad ascoltare è quello vero, quello porteño, e non il cosiddetto "tango da turisti". Noto anche che l'età media del pubblico e' molto alta ed io sono tra i più giovani, anzi il più giovane é il giapponese. Parlando con delle persone in questi giorni ho capito che una delle ragioni per cui le nuove generazioni non amano molto il tango è che “non parla di loro”. Il significato dei testi e l’ambientazione non li identifica e perciò preferiscono ascoltare altre cose come musica moderna, rock, pop e... musica del folklore. Mi chiedo però come sia possibile trascurare un concerto come quello a cui ho assistito venerdì sera che, almeno dal punto di vista musicale, penso abbia mostrato uno dei generi più trascinanti, che esprime tutti i significati dei tempi moderni. Stasera suona l"Orquesta Tipica Astillero". Tre bandoneon, due violini, viola, pianoforte e contrabbasso. Prima però canterà qualche canzone Gabriela Navaro. La sala è piena e tutti stanno aspettando che lo spettacolo cominci, cenando o bevendo qualcosa. Quando le luci si abbassano, le forchette si posano per lasciare le mani libere ad abbondanti applausi. Il bello dei concerti di tango, come del resto quelli del folklore, è che il pubblico partecipa attivamente e con energia, interagendo con gli artisti, creando una sorta di “tacito dialogo” che io purtroppo, da straniero, non posso comprendere del tutto.
Posso però assistere come spettatore a due spettacoli contemporaneamente: quello degli artisti e quello del pubblico.

Un momento del concerto dell'Orquesta Tipica Astillero

 

Eccomi qui, sono arrivato a Buenos Aires, bella ed inquinata come l'ho lasciata l'anno scorso. Fa caldo e piove a tratti. Per arrivare in centro dall'aereoporto "Ezeiza" ho scelto il mezzo piu' economico, ossia un bus scassatissimo che ci ha messo due ore per lasciarci in panne per la strada perche' entrava il fumo di scarico dentro l'abitacolo da un buco formatosi nel vano motore. Tutti tossivano ed imprecavano cosi' l'autista ha deciso di fermarsi e farci scendere tutti... A parte questo piccolo contrattempo, ho avuto il tempo necessario per andare alla riunione de CAVA (Comitato delle associazioni venete in Argentina) presso la sede "La Trevisana" a Buenos Aires. Grazie all'invito di Marcello Carrara e del presidente Mariano Gazzola, ho potuto esporre il progetto trovando disponibilita' e collaborazione da parte di tutti i partecipanti che ringrazio di cuore. Mi hanno anche invitato a pranzare con loro e la cosa divertente e' che il mio primo pasto in America Latina e' stato tipicamente veneto: polenta e sopressa, pasticcio, crostoli... otiimo direi. Ora me ne vado al Tigre che e' la zona del rio di Buanos Aires, dove mi aspetta una peña folklorica. Quindi presto aggiornero' il blog con le prime immagini musicali. Hasta pronto!!

Un grande ringraziamento a tutti i membri del CAVA.

 

Le foto: la sede "La Trevisana" e la riunione.

     

 

 

 

Intanto vorrei far scorrere le note di Volver, uno dei pezzi più famosi di Carlos Gardel, come preludio alla prima tappa del viaggio: Buenos Aires, la città del tango.


 
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