Cerca per parola chiave
 

homeprogettoviaggiatoredove sono sostenitoripillole contatti

Archivio Io Suono Italiano ?     archivio dal tango alla musica caraibica

Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Attilio Rocca (called Tilion) is accordion player. He is a short and tough man who lives in Ozzola, Val Trebbia (PC). At our arrival, he is outside cutting wood with a machine I have never seen before. He says hallo and with an automatism attitude he heads to his cellar and comes out  with a salami and a bottle of wine
 
We reach the living room of the old house built by himself and the table becomes soon a banquet. On a kitchen cabinet there is a row of cartridges and a column of packages of cigarettes. Stefano Valla, indicating these elements, tells me "This is Tilion".
Stefano is at home here, Tilion is like a father for him and it is him who goes to take the accordion and that makes him wear it. They play together a piece of the huge repertoire for pipeand accordion, the authentic formation of the musical culture of these places. Once it was pipe- bagpipe, then the accordion has replaced the accompaniment instrument, but here they still say " they are  as pipe and bagpipe " referring to the happy couples. They play with great energy;  Attilio lens his chin on the accordion in order to watch his hands, his tired and suffering attitude seems to disappear when he plays the notes of his instrument.
Then when he stops he is breathless and coughs.

He is self-taught, and he boasts of a man who once said "The other accordionists are better than you, but I like you more than them." Before he used to play the bagpipe, but he has always desired the accordion and when he has been able to have one, he learned while working as pastor risking, many times, to lose the sheeps as he was absorbed by the sound of the first song that he was trying to learn "The little boat in the middle of the sea. " Then his player career began "until the good old days have finished, when you played all the times taking home two pounds”. Thus he moved to Milan to work as scrapper but a few years later, a piper (Ettore Losini) convinced him to return and resume its true activity.
 
Attilio is a natural born musician who has never been without music. Stefano tells me that in the absence of instruments he created an harp inside a closet that acted as sounding board. "I had perfect pitch and I hated playing in DO, but then I had a "musical ischemia" and I was no longer the same player then once." Stefano, who is a professional and has listen to several accordionists, assures him telling that his style is certainly not lost, and he encourages him inviting to play another piece together.
 
This nice meeting brings me back two months ago, when in Friuli, in one of the first stages of the il cammino della musica, I met, with Andrea del Favero, Eliseo Lussa (see post: The traditional sound of Friuli).
People like Attilio and Eliseo, are evidences of a musical past that is still present and that won’t be certainly forgotten, but from which we must draw and learn to carry on a tradition that could be shaped to the current times, conscious of the values that created it.
Articolo (p)Link Commenti Commenti (0)  Storico Storico  Stampa Stampa
 

Nonostante la rottura del motore a Milano (vedi a lato), sono riuscito ad arrivare quasi in tempo per il matrimonio a Cosola, per assistere alle usanze musicali legate a questo rituale e alla festa.

GRAZIE AGLI SPOSI E TANTI AUGURI!!!

Oggi qui sotto offro una bella canzone (La pianta verdolina - Marcellina) cantata da Stefano Valla e Daniele Scurati, un po' malinconica, ma in linea con l'emozione che mi accompagna alle porte di questa bella valle.

Grazie a tutti e a presto !

Articolo (p)Link Commenti Commenti (0)  Storico Storico  Stampa Stampa
 
Attilio Rocca (llamado también Tilion) es un acordeonista, un hombre bajo y robusto que vive en Ozzola, en Val Trebbia (PC); apenas llegamos lo vemos afuera de su casa que corta leña con una máquina que nunca había visto antes. Nos saluda y con un movimiento casi automático va hacia su bodega y sale con un salame y una gran botella de vino.
Entramos en el salón de su vieja casa que construyó él mismo y la mesa se transforma pronto en un banquete exquisito. Sobre un mueble veo una fila de cartuchos y una columna de atados de cigarrillos. Stefano Valla, indicándome estos elementos me dice “Este es Tilion”.
Stefano aquí es conocido, Tilion para él es como un padre y es él que va a buscarle su acordeón y se la pone. Tocan juntos un tema del vasto repertorio para flauta y acordeón, formación original de la cultura musical de esta zona. Hace un tiempo era flauta y cornamusa, luego el acordeón sustituyó el instrumento de acompañamiento, pero aquí se sigue diciendo “van bien como flauta y musa” haciendo referencia a las parejas felices. Tocan con mucha energía; Attilio apoya el mentón sobre el acordeón para mirarse las manos; su actitud un poco cansada y de sufrimiento parece desaparecer cuando toca las notas de su instrumento. Luego, cuando para, tose y le falta el aliento.

Es un autodidacta y se jacta de haber encontrado un hombre que un día le dijo “Los otros acordeonistas serán mejores que vos, pero me gustás más que ellos”. Antes tocaba la cornamusa, pero desde siempre deseó el acordeón y cuando pudo conseguir una, aprendía mientras hacía el pastor, arriesgándose muchas veces de perder las ovejas, perdido y concentrado con la primera canción que trataba de aprender: “La barchetta in mezzo al mare”. Después empezó la carrera de músico “hasta que no terminaron los buenos tiempos, cuando se tocaba siempre y se podía traer a casa algún dinero”; emigró a Milán para trabajar en un vertedero de autos usados, pero años después lo llama un flautista (Ettore Losini), que lo convence a volver y retomar su verdadera actividad.
Attilio es un músico innato, que nunca abandonó la música. Stefano me cuenta que cuando no tenía instrumentos había inventado un arpa en un placard,  que servía como caja de resonancia. “Tenía el oído universal y detestaba tocar en DO, pero después tuve una ‘isquemia musical’ y no soy más el mismo músico de antes”. Stefano, que es un profesional y escuchó ya a muchos acordeonistas, le asegura que su estilo no se perdió y lo alienta invitandolo a tocar otro tema con él.
Este lindo encuentro me hace viajar atrás de dos meses, cuando en Friuli, en una de las primeras etapas del Cammino della Musica, había encontrado gracias a Andrea del Favero, Eliseo Iussa (ver post Il suono tradizionale del Friuli).
Personas como Attilio y Eliseo, son los testimonios de un pasado musical aún actual que no tiene que ser olvidado, sino más bien del que hay que sacar conocimientos y aprender para llevar adelante una tradición que pueda adaptarse a los tiempos actuales, pero que sea consciente de los valores que la crearon.
Traduccion: Sabrina Espeleta
Articolo (p)Link Commenti Commenti (0)  Storico Storico  Stampa Stampa
 

il piffero delle Quattro Province

Stefano pensava che rimanessi a Cegni una mezza giornata, il tempo di un’intervista e qualche registrazione… mi son fermato quindici giorni. Del resto le vallate dipinte di verdi lucenti, l’atmosfera di pace d’altri posti, l’accoglienza degli amici che ho incontrato e la musica unica di queste parti, sfidano anche il più qualunquista a dire di no a una permanenza prolungata.
Siamo a Cegni e dintorni, in provincia di Pavia, in quella zona denominata “Quattro Province” (Genova, Pavia, Alessandria, Piacenza), dove il territorio culturale va di là dalle amministrazioni di appartenenza. In questa zona appenninica si è mantenuta una storia legata da una stessa musica.
La prima occasione per ascoltarla me la offrono Stefano Valla e Daniele Scurati, inseparabili compagni di suono, che si esibiscono per il Cammino della Musica nella grande cucina blu della casa di Stefano. L’impatto è devastante: un blocco sonoro forte, deciso, completo, che perfora l’anima.
Sembrano in dieci e invece sono in due; piffero e fisarmonica, questa la formazione tipica della zona dove, dice Stefano, “non si è mai smesso di suonare”. Stefano è una persona con due grandi spalle, su di una porta la serietà e la professionalità, sull’altra ci sta un’ironia travolgente. La sua testa è capace di dosare sapientemente le due forze. I suoi amici dicono che è un professionista delle feste.
Lui e Daniele sono musici e lo fanno di mestiere, “suonatori” dicono loro.
Noi non siamo e non vogliamo essere la ricostruzione di un recupero isolato dal contesto sociale in cui siamo cresciuti”, dice Stefano: “Noi siamo cresciuti in questa zona, dove abbiamo sentito fin da piccoli il piffero”.
La forza di questi due musicisti e di altri di queste parti, sta nell’esser stati capaci di tradurre i comportamenti ereditati dai vecchi suonatori per i tempi attuali, ma senza sbalzi temporali, bensì in forma ininterrotta e senza rinunciare all’innovazione che rappresenta la continuazione della tradizione.
La tradizione è viva nel momento in cui riesce a mantenersi ed evolversi nello stesso tempo. Bisogna conoscere quello che è stato fatto prima per permettersi di innovare. Tradizione per me è conoscenza.
Una prova di questa tesi è quello che hanno fatto i vecchi suonatori della zona, quando agli inizi del ‘900 hanno deciso di sostituire la cornamusa (vecchia compagna del piffero) con la fisarmonica, “nuova amante del piffero”, adeguando e riformando il repertorio “tradizionale”. Allora, che cosa è tradizione? O meglio, 'quando' è tradizione? Domande tanto assurde quanto inefficaci perché non ha senso fissare paletti spazio-temporali a una forma artistica e culturale in continuo movimento.

 

Stefano mi racconta che ha avuto un grande rapporto artistico e umano con i suoi maestri Ernesto Sala e Andrea Domenichetti, valori che sta trasmettendo anche ai suoi allievi. Dice di essersi reso conto, quando è morto il suo ultimo maestro, di non avere più nessun punto di riferimento e che 'la palla ora è passata a lui'. Ricorda che lo stesso maestro che viveva in un paesino di poche anime a 1100 metri diceva: “Questa musica è locale ed europea insieme”, e ora Stefano e Daniele affermano: “Noi suoniamo come i suonatori di 100 anni fa, ma siamo anche gli stessi che oggi stanno girando l’Europa suonando questa musica”. E la musica che suonano i musicisti delle Quattro Province deve funzionare tanto nel rituale di un matrimonio locale, quanto sul palcoscenico di un teatro europeo. “Suonando in modo qualitativamente meritevole”. La musica delle Quattro Province infatti richiede molto studio e dedizione, soprattutto, consapevolezza.
SECONDA PARTE:

Qui le feste sono una faccenda “seria” ed ho avuto, tra le altre, la fortuna e l’opportunità di partecipare ad un matrimonio. Non è che si usi ancora spesso celebrarlo come un tempo, mi raccontano gli sposi Stefano e Serena, ma a volte capita, e allora i suonatori vanno a prendere la sposa sotto casa e le dedicano una canzone che racconta del distacco dalla famiglia per addentrarsi nel mondo di coppia. Ci sono poi altre musiche dedicate a vari momenti del rituale e si finisce come di consueto al ballo finale, che è aperto a tutta la comunità e non solo agli invitati del matrimonio.

Il palco delle feste è solitamente un tavolo. Spetta all’organizzatore della festa accertarsi che regga il peso dei suonatori. L’articolarsi della festa ha dei codici e delle regole che musici, ballerini e partecipanti in generale conoscono e rispettano da tempo. Ricordo che ad un certo punto del ballo, durante le nozze, qualcuno fece notare a dei suonatori di aver fatto durare troppo a lungo una mazurca e i danzatori avevano così perso il senso del ballo. Stefano mi spiega però che non sempre dove c’è un ballo c’è una festa: per farlo diventare tale ci vuole una certa abilità del suonatore, il suo intuito e soprattutto l’esperienza. È al suonatore quindi che spetta il ruolo di sacerdote dei festeggiamenti, in grado di soddisfare i suoi adepti-danzatori con le giuste orazioni musicali fatte di alessandrine, monferrine, valzer, mazurche e polche. Non è per nulla eccessivo affermare che in queste feste si avverte qualcosa di spirituale. Come si potrebbe altrimenti spiegare una resistenza fisica che permetta ai musici di suonare senza sosta per ore ed ore? Stefano parla di una specie di trance benefica, sana, pura, che dà al tempo che passa un significato del tutto relativo: “A volte suoniamo per dieci ore senza nemmeno accorgercene”.

Durante queste lunghe ore che vorresti non finissero mai, l’intreccio melodico di piffero e fisarmonica crea un suono ipnotico. Sono sicuramente una coppia vincente, seducente, indissociabile, unica nel suo genere e simbolo di una cultura musicale che ha saputo modellarsi ai tempi trovando sapienti soluzioni e geniali innovazioni.

PIU' FOTO

Ringraziamenti: Stefano Valla e Daniele Scurati, Massimo Perelli, Matteo Burrone, Renata Tommasella,  Roberto Cariotti e Romana, Bernard Blanc e Philippe, Adriano Angiati e gli sposi, Anna, Loredana, Laura, Ettore e Carla, Cleto Marini, Helen, Giorgio Carraro, Maurizio di Romagnese e Urby, Martina catella.

Articolo (p)Link Commenti Commenti (5)  Storico Storico  Stampa Stampa
 

Un ringraziamento alla compagnia "Gli Zanni" che domenica mi ha ospitato per un VIDEO SHOW presso la "Sala degli Zanni" a Ranica (BG).

SPETTACOLO NELLO SPETTACOLO!! Dopo l'esibizione il pubblico presente, fondatori e sostenitori della compagnia hanno dato vita ad una bella festa con canti e balli a suon di campanine, baghèt e non solo.

Stessa atmosfera che si era creata dopo lo spettacolo a Comelico Superiore: EVVIVA LA MUSICA CHE STIMOLA. GRAZIE!!

PIU' FOTO

Articolo (p)Link Commenti Commenti (1)  Storico Storico  Stampa Stampa
 

 

dopo una lunga pausa forzata a causa della rottura del motore, Livio Andreuzza (vedi team) ha sistemato il camper per rimetterlo instrada.

AMICI CAMMINANTI! ABBIAMO BISOGNO DI UN MEZZO NUOVO. (Vedi appello)

Articolo (p)Link Commenti Commenti (2)  Storico Storico  Stampa Stampa
 

EVVAI DI VIDEO SHOW!! 

grazie a tutti i partecipanti e agli organizzatori

 un ringraziamento speciale a Beppe di Chiara, Antonella e Lucio. Tornerò presto

Articolo (p)Link Commenti Commenti (7)  Storico Storico  Stampa Stampa
 

Domenica 10 maggio Il Cammino della Musica è arrivato a Castel Raniero, Faenza per la rassegna di Musica nelle Aie. Questo è un omaggio ai musicisti che vi hanno partecipato.

TI E' PIACIUTO QUESTO VIDEO?  SI - NO

Articolo (p)Link Commenti Commenti (1)  Storico Storico  Stampa Stampa
 
11/05/09

a fare il bucato !!

 

 

 

 

 

 

 

 

Articolo (p)Link Commenti Commenti (3)  Storico Storico  Stampa Stampa
 
Stefano pensaba que me iba a quedar en Cegni medio día, el tiempo de una entrevista y de alguna grabación... me quedé quince días. Por cierto, los verdes valles, el aire de paz de otros lugares, la acogida de los amigos que encontré y la música única de estos pagos, desafían el más desconfiado a negarse a una permanencia prolongada.
Estamos en Cegni y alrededores, en provincia de Pavía, en aquella zona llamada Cuatro Provincias” (Génova, Pavía, Alejandría, Piacenza), donde el territorio cultural va más allá de las administraciones de pertenencia. En esta zona de los Apeninos se mantuvo una historia vinculada a una misma música.
La primera ocasión para escucharla me la ofrecen Stefano Valla y Daniele Scurati, compañeros inseparables de música, que se exhiben para el Camino de la Música en la gran cocina azul de la casa de Stefano. El impacto es muy fuerte: un bloque sonoro fuerte, decidido, completo, que perfora el alma.
Parecen diez y en vez son dos: una flauta y un acordeón. Esta es la formación típica de la zona en la que, dice Stefano, “nunca se dejó de tocar”. Stefano es una persona con dos grandes hombros: en uno lleva la seriedad y la profesionalidad, en el otro una ironía impetuosa. Su cabeza es capaz de dosificar con sabiduría las dos fuerzas. Sus amigos dicen que es un profesional de las fiestas.

Él y Daniele son músicos y lo hacen por trabajo, “músicos”, dicen ellos. “Nosotros no somos y no queremos ser la reconstrucción de la recuperación aislada del contexto social en el que crecimos”, dice Stefano: “Nosotros crecimos en esta zona, donde vivimos desde pequeños escuchando la flauta”.
La fuerza de estos dos músicos y de otros que viven en esta zona, está en haber sido capaces de traducir los comportamientos heredados por los viejos músicos en los tiempos actuales, pero sin saltos temporales, sino más bien de forma ininterrumpida y sin renunciar a la innovación, que representa la continuación de la tradición.
 “La tradición vive en el momento en que logra mantenerse y al mismo tiempo evolucionarse. Hay que conocer lo que se hizo antes, para poder innovar. Tradición para mi es conocimiento.
Una prueba de esta tesis es lo que hicieron los viejos músicos de esta zona, cuando a comienzo de ‘900 decidieron sustituir la cornamusa (vieja compañera de la flauta), con el acordeón, “el nuevo amante de la flauta”, adecuando y reformando el repertorio “tradicional”. Entonces, ¿qué es la tradición? ¿O, mejor, “cuando” podemos hablar de tradición? Son preguntas tan absurdas como ineficaces, porque no tiene ningún sentido fijar “trabas” espacio-temporales a una forma artística y cultural en continuo movimiento.
 
Stefano me cuenta que tuvo una gran relación artística y humana con sus maestros Ernesto Sala e Andrea Domenichetti, valores que está trasmitiendo también a sus alumnos. Dice haberse dado cuenta, cuando murió su último maestro, de no tener más ningún punto de referencia y que ahora “la pelota pasó a él”. Recuerda que el mismo maestro, que vivía en un pueblito de pocas personas a la altura de 1.100 metros, decía: “Ésta música es local y europea al mismo tiempo”, y ahora Stefano y Daniele afirman: “Nosotros tocamos como los músicos de hace 100 años, pero somos también los mismos que hoy viajamos por Europa, tocando esta música”. Y la música que tocan en las Cuatro Provincias tiene que funcionar tanto en el ritual de un casamiento local, como en el escenario de un teatro europeo. “Tocando de forma cualitativamente merecedora”. La música de las Cuatro Provincias de hecho requiere de mucho estudio y dedición y, sobretodo, conciencia.
 
SEGUNDA PARTE:
.
Aquí las fiestas son una cosa “seria” y tuve, entre otras cosas, la suerte y la oportunidad de participar de un casamiento. Los novios Stefano y Serena me cuentan que no se celebra más como antes, pero a veces pasa, y entonces los músicos van a buscar a la novia debajo de su casa y le dedican una canción que cuenta la separación de la familia, para entrar en la vida de pareja. Hay también otros temas dedicados a diferentes momentos del ritual y se termina como siempre en el baile final, que está abierto a toda la comunidad y no solo a los invitados del casamiento.
.
El escenario de las fiestas es solamente una mesa. Es tarea del organizador de la fiesta encargarse de que la mesa aguante el peso de los músicos. La fiesta tiene sus códigos y reglas, que músicos, bailarines y participantes en general conocen y respetan desde hace tiempo. Me acuerdo que en un determinado momento del baile, durante el casamiento, alguien hizo notar a algunos músicos que hicieron durar demasiado tiempo una mazurca y los bailarines habían así perdido el sentido del baile. Stefano me explica sin embargo que no siempre donde hay un baile hay una fiesta: para convertirla en fiesta se necesita una determinada habilidad por parte del músico, su intuición y sobretodo experiencia. Al músico le toca el rol de “sacerdote” de los festejos, que debe ser capaz de satisfacer a sus seguidores-bailarines, con las piezas musicales correctas, compuestas por alessandrine, monferrine, valses, mazurcas y polcas.
.
No exageramos si decimos que en estas fiestas se percibe algo de espiritual. ¿Como se podría sino explicar una resistencia física que permita a los músicos de tocar sin parar por horas y horas? Stefano habla de una especie de trance benéfica, sana, pura, que da al tiempo que pasa un significado totalmente relativo: “A veces tocamos por diez horas, sin ni siquiera darnos cuenta”.
Durante estas largas horas que nunca quisieras que terminaran, el cruce melódico de flauta y acordeón crea un sonido hipnótico. Son, sin lugar a dudas, una pareja ganadora, seductora, indisociable, única en su género y símbolo de una cultura musical que supo adaptarse a los tiempos, encontrando soluciones sabias e innovaciones geniales.
.
.
Agradecimientos: Stefano Valla y Daniele Scurati, Massimo Perelli, Matteo Burrone, Renata Tommasella,  Roberto Cariotti y Romana, Bernard Blanc y Philippe, Adriano Angiati y los novios, Anna, Loredana, Laura, Ettore y Carla, Cleto Marini, Helen, Giorgio Carraro, Maurizio di Romagnese y Urby, Martina Catella.

 Traduccion: Sabrina Espeleta

Articolo (p)Link Commenti Commenti (1)  Storico Storico  Stampa Stampa
 
Pagine: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40

Iscriviti alla newsletter



chi sono


in questo momento
decisamente controcorrente



RAI DUE


RAI TRE


RAI TRE


RAI KILIMANGIARO


il Libro


CD chitarra


CD HandPan

.
.

visit my handPan website




Con il sostegno di





 



Ultimi commenti:
Lovely content, Reg...
14/10/2019 @ 20:21:47
Di RichardLof
Ogni volta che sto p...
13/05/2018 @ 13:45:06
Di Diego
e veramente stupendo...
23/01/2018 @ 00:54:50
Di marco
Ciao,la canzone del ...
04/01/2018 @ 18:49:31
Di Zu
Ciao Alyssa. Si, è m...
07/07/2016 @ 11:35:11
Di Andrea Gorgi ZU
Semplicemente avvolg...
08/05/2016 @ 22:36:32
Di Alyssa
Ciao Elena. Grazie p...
17/01/2016 @ 05:42:38
Di Andrea Gorgi ZU
Il veneto non è un d...
11/01/2016 @ 11:01:00
Di elena
hehe! ma quelle imma...
12/08/2015 @ 11:45:46
Di Zu
sicuramente un filma...
12/08/2015 @ 08:10:26
Di roby boscarin
Ciao Nicola, grazie ...
29/06/2015 @ 10:39:23
Di Zu
Conosco questa canzo...
28/06/2015 @ 23:51:31
Di Nicola Scarpel
DOCUMENTARIO BELLISS...
16/05/2015 @ 18:56:14
Di b
Caro Zu , anche con ...
18/03/2015 @ 19:35:58
Di Adelina, Gianni
bravi!che possiate c...
16/03/2015 @ 10:26:20
Di gianfranco micarelli -scultore-
Grande Andrea!Ho app...
03/03/2015 @ 19:15:11
Di Diego
C'è tanto dentro que...
26/02/2015 @ 17:24:41
Di Stefania D.
Emozione.....tanta ....
26/02/2015 @ 17:23:23
Di Alida
aggiungerei anche il...
26/02/2015 @ 17:20:54
Di Tatiana M.
anche Giuliano Prepa...
26/02/2015 @ 17:20:30
Di Otello S.
chissà cosa ne pense...
26/02/2015 @ 17:19:52
Di Paolo
Guardo le foto e leg...
07/02/2015 @ 06:50:44
Di Mrisa
grazie meraviglioso ...
01/02/2015 @ 10:42:12
Di Francesca G.
How wonderful that y...
31/01/2015 @ 19:35:57
Di Lorie H.
Il caos di Jaipur cr...
31/01/2015 @ 19:33:49
Di Lara F.
Bravi! fate sentire ...
29/01/2015 @ 19:30:15
Di Adelina, Gianni
Veramente bello!!! C...
29/01/2015 @ 17:28:07
Di Lara
Sempre con un po' di...
25/01/2015 @ 01:23:33
Di Valerio
CIAO SONO NICLA VIAR...
24/01/2015 @ 06:26:16
Di NICOLA
...GRANDE Federico.....
23/01/2015 @ 06:57:17
Di sandro brunello


28/01/2026 @ 01:44:41
script eseguito in 122 ms


radio popolare la tribu