Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
il 13 febbraio il cammino della musica - io suono italiano? compie UN ANNO
Ricordo con emozione il momento della partenza da Piazzale Burchiellati a Treviso (vedi video).
Un anno di trottorellamento in giro per l'Italia documentando feste, tradizioni, musiche e persone. Sempre più convinto di fare un mestiere fantastico è ancora più fantastico per me condividere l'esperienza con voi. Da ora in poi vi segnalerò mese per mese i reportage che ho fatto in questo stesso periodo un anno fa, in modo da segnalare eventi e magari farvi emergere lo stimolo a viverli voi di persona.
Febbraio, mese di carnevale, a voi quelli seguiti dal cammino della musica:
16 febbraio 2010. Esattamente un anno fa mi trovavo in Val Resia (UD) appena partito da Treviso per questo lungo viaggio attraverso l'Italia suonata, ignaro di tutte le bellezze che avrei poi visto e vissuto. Tornare è stata una grande emozione e anche ritrovare gli amici che un anno fa mi avevano accolto. Ovviamente ho visto tutto con occhi diversi, con quelli di chi già sa cosa lo aspetta: è proprio vero che la prima volta non te la scordi mai...
In molte parti d'Italia il culto di Sant'Antonio Abate è ritualizzato in forme differenti. A Penna Sant'Andrea (TE) un gruppo di musici chiamati "Li Sandandonijire" il 16 di gennaio si riunisce per iniziare una particolare questua per le case del paese che finirà il giorno seguente. Le gole si scaldano, il "du bott" strilla e il cesto si riempie di salsicce, uccelletti, e polli... vivi.
Don Don aprite è sand’Andonie, Don Don aprite è sand’Andonie!Dopo averlo ripetuto almeno in 15 case per tre giorni di seguito, questo ritornello non te lo levi più dalla testa come minimo per un mese.
17 gennaio; mi trovo a Penna Sant’Andrea (TE)"il paese più importante della provincia del mondo" come dice sempre Augusto, virtuoso bestemmiatore e riverente del santo, che tutto l’anno aspetta con impazienza questa data, scaricando la tensione sui clienti del suo bar, sito nella piazzetta del paesello abruzzese. Si tratta sicuramente del peggior bar della provincia del mondo. Se ci capitate e sopravvivete, non riuscirete più a farne a meno. Ormai è la quinta volta che in questo viaggio ci capito io, e senza eccezione ne esco con l’anima dannata e il fegato spappolato. Oggi però il bar di Augusto diventa sede della partenza dei Sandandonaijre, il gruppo che seguirò durante il rituale di questua che caratterizza la festa del Sant’Antonio Abate. ENGLISH VERSION
Si parte ad un’ora imprecisa con un numero impreciso di musicisti; l’unica cosa precisa e certa è il freddo umido e pungente. Augusto decide un fantomatico percorso, Roberto si sfrega le mani prima di infilarle su un paio di guanti tagliati, poi scalda l’organetto suonando qualche nota evia per le contrade con la missione di benedire case, famiglie e animali domestici, cantando le gesta di Sant’Antonio Abate nella lotta contro il demonio.
Bonasera bbona ggende, che vivete allegramende; ve salute Sand’Andonie, prutettore condr’a lu Demonie. È con questi stornelli che si fanno accogliere nelle case; la gente li aspetta, sa che se non era ieri o l’altro ieri è oggi che tocca a loro. Alcuni hanno ingrassato un gallo appositamente per donarlo alla squadra; è il massimo gesto di riconoscimento al gruppo, che porta la benedizione del Santo e soprattutto l’allegria di questa tradizione. Altri preparano succulenti banchetti da offrire agli audaci missionari. Tradizionalissimi sono lu cellitte golosità a forma di uccelletti. Ad ogni famiglia si dedicano 3 o 4 canti, poi il gruppo riempie il cesto di doni, si congeda con il “Don Don” e ci si incammina (sempre più barcollanti) verso la prossima casa.
Il Sant'Antonio è un rituale di questua che nella tradizione contadina assume notevole importanza: s’inserisce nel periodo di sosta dell’anno agricolo, quando le braccia si possono riposare in attesa di essere mosse nella primavera entrante. È quindi un rituale di buon auspicio al raccolto, alla salute degli animali domestici e alla famiglia stessa. È soprattutto un buon motivo di condivisione sociale: in una piccola comunità il rituale ristabilisce e rinforza i rapporti umani, perché è basato su un aspetto ludico-religioso, sullo scambio, sullo scherzo, sulla chiacchiera, sulla dimostrazione di attenzione ed affetto.
L’aspetto pagano e quello religioso si fondono assieme e rendono più umano il soprannaturale e contemporaneamente più trascendente l’umano. Gianfranco veste il saio e interpreta Sant’Antonio. Mi racconta la leggenda, trasmessa da Atanasio, di questo santo nato in Egitto e fautore di una vita di rigoroso ascetismo. Nell’iconografia viene sempre rappresentato con un maialino al suo fianco. Erano infatti gli Antoniani che con il grasso del maiale curavano le epidemie del “fuoco di Sant’Antonio”. Il periodo del calendario in cui è collocato il santo coincide con quello di altri rituali contadini come la macellazione del maiale, l’accensioni di fuochi nel solstizio invernale e così Sant’Antonio diventa protettore degli animali domestici e di alcune malattie. In molte stalle è ancora usanza appendere l’icona del santo.
Questo rituale che era in pericolo di estinzione, pare oggi essersi rinvigorito; per le contrade non è raro incontrare altre squadre di bambini muniti di ddu bbotte (organetto a due bassi) e battafoche (tamburo a frizione); è sintomo di rivitalizzazione di una tradizione rivestita di codici sociali odierni, forse spinta dal bisogno sempre più crescente di una ricerca di identità.
È ormai notte quando i Sandandonaijre hanno finito il loro giro. Anche quest’anno si può urlare il missione compiuta. La macchina di Augusto è piena di galli dannatamente immobili. Verranno divorati dal gruppo fra qualche mese (quelli dell’anno scorso li ho digeriti anche io). I nostri fegati gridano pietà ma il cuore è leggero e aspetta il prossimo Sant’Antonio.
Nel frattempo il peggior bar della provincia del mondo rimarrà come il cuore di chi lo gestisce e lo frequenta, sempre aperto.
Ringraziamenti: a tutti i galli sacrificati, a Lj Sandandonaijre al bar di Augusto ma soprattutto ai suoi vocalucci, a Tonino Fabri sindaco di Penna, a Gianfranco Spitilli (http://bambun.webnode.com) al suo campanaccio, a Antonio la sua famiglia e il loro ristorante Zà Beata, che ci hanno ospitato e ingrassato nei nostri momenti peggiori.
Domenica 7 Marzo piglio un aereo e me ne volo oltre oceano, nell'altro emisfero!!
Ha inizio il lungo tour in Argentina, 50 giorni di viaggio tra conferenze e spettacoli che devo fare in teatri, scuole, università, circoli di italiani migrati.
In questi giorni mi sto macellando le cervella per creare qualcosa di convincente da proporre con tutto il materiale che ho portato a casa dal viaggio in Italia. Ho vissuto momenti difficili in questa fase creativa, avevo paura di non avere tematiche forti da esporre e invece ne ho trovate a fiumi.. un anticipo?? GLI INDIGENI ITALIANI!! poi la musica come CURA (vedi reportege sul terremoto in Abruzzo), IL SACRO ED IL PROFANO (tutte le madonne che ho documentato) LA SPERANZA (vedi reportage su Giannina, la cantastorie abruzzese).
Il tour è patrocinato (economicamente e moralmente) dalla ATM Associazione Trevisani nel Mondo, in collaborazione con la ong ICEIIstitutoCooperazione Economica Internazionale, IICIstituto Italiano di Cultura di Buenos Aires, CIS Cooperazione Italiana allo sviluppo, PTSBB Proyecto Turismo Sostenibile en la Boca y Barracas fra gli altri.
Domenica 14 marzo: RESISTENCIA (Circolo veneti del Chaco)
Mercoledi 17 marzo: CORRIENTES (Università)
Mercoledi 24 marzo: MAR DEL PLATA (Le Tre Venezie) Venerdi 26 marzo: BAHIA BLANCA (Dante Alighieri) Domenica 28 marzo: VILLA REGINA (TEATRO CIRCULO ITALIANO)
Mercoledi 31 marzo: VIEDMA (Centro Culturale)
Sabato 3 aprile: NECOCHEA (Società Italiana)
Sabato 10 aprile: ROSARIO (Famiglia Veneta di Rosario)
Mercoledi 14 aprile: BUENOS AIRES (scuola de Barracas)
Giovedi 15 aprile: BUENOS AIRES (scuola de La Boca)
Venerdi 16 aprile: BUENOS AIRES (circolo calabrese)
Domenica 18 aprile: BUENOS AIRES (La trevisana)
Martedi 20 aprile: BUENOS AIRES (TEATRO BROWN, Festival de Otono)
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Terrò aggiornato il blog inserendo pillole e dirette web tv degli spettacoli tramite C6.TV
18-03-10. Carissimi amici camminanti. So che fremete dalla voglia di avere mie notizie e di vivere un po' questo viaggio attraverso i miei filmati ma... da quando sono arrivato sono per la maggior parte del tempo chiuso in un bellissimo appartamento di Buenos Aires (grazie Sabrina), per prepararmi alla tournee che comincerà ufficialmente il 24 marzo da Mar del Plata. Alcune date sono state spostate e ne sono arrivate di nuove in aprile.
Qui fa caldo, si sta bene in infradito e magliettina ;) Baires è come sempre meravigliosa anche se mi dà l'impressione che da un momento all'altro debba esplodere. La sera esco cercando di non far tardi... ma le tentazioni di questa città sono troppe.
Prometto di cominciare a condividere dalla prox settimana! un abrazo desde Buenos Aires.
23-03-10. Parte il tour del cammino della musica. Una passeggiata tra i colori di Caminito, il barrio del Tango di Buenos Aires prima di prendere un bus per Mar del Plata dove Marcelo Carrara, organizzatore del tour e coordinatore delle nuove generazione del COMITES (comitato degli italiani all'estero) di questa città mi aspetta per la prima data a LAS TRES VENECIAS.
25-03-10. Bene, la prima data è andata... alla grande! Ieri nella sede de “Las tres venecias” diMar del Plata abbiamo avviato il tour nel sud dell’Argentina. Una prova importante per me; dopo più di un mese di prove, scervella menti e momenti di follia, finalmente il sospiro di sollievo. Certo era come un calcio di rigore a porta vuota: i migrati italiani sono assetati di patria, le immagini del viaggio e le storie degli italiani qui fanno cadere le lacrime. Ma anche il pubblico argentino ha apprezzato molto. Il momento più bello? Quando ho suonato “Quel mazzolin di fiori”; non c’è stato verso di finirla come l’avevo arrangiata; da un lieve canticchiare la platea si è trasformata in un coro di montagna. Bis con.. “O sole mio” naturalmente.
Oggi non pubblico immagini del video show, per quello c’è tempo visto che ho altre 12 date; bensì una testimonianza catturata poco prima di cominciare. Si tratta di quattro italiani migrati in Argentina attorno al ’50. Tre veneti e un trentino. Raccontano storie di migrazione, in un modo molto bizzarro. Tra loro regna un atteggiamento di campanilismo. Gli argentini osservano divertiti i loro ospiti giunti qui più di 60 anni fa ma che ancora fanno a gara su “chi è più italiano”. E così provocazioni, sarcasmo e auto inneggiamenti creano un dialogo esplosivo da risate a crepapelle. Un po’ lungo ma da non perdere, sottotitolato e... censurato.
Segue il tour del cammino della musica per il sud dell'Argentina. Tra la pampa senza confini e le mucche grasse, qualche curiosita' su questo fantastico paese latino americano.
Purtroppo ho sempre poco tempo a disposizione per aggiornare il blog: le distanze da una città all'altra sono molto lunghe e le strade richiedono attenzione, così mentre Marcelo guida io faccio da navigatore.
Poi quando si arriva pare brutto mettersi a smanettare con il PC. Ieri siamo arrivati a Villa Regina, in Patagonia.
Qui domenica 28 marzo salirò sul palco del Teatro Circolo Italiano, un teatro di 1100 posti costruito nel '52 quando questo paese aveva solo 4000 abitanti.. Devo dire che sono emozionato, mai prima d'ora ho affrontato un teatro di queste dimensioni.
Ieri notte siamo stati invitati al Circolo Trentino ad un asado (grigliata di carne in compagnia con musica del folklore argentino)... presto le immagini.