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Reportage CALABRIA: Due madonne e tre amici - ITA, ENG, PORT

Madonna della Montagna di Polsi e della Consolazione

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Cataforio (RC), 1 settembre
; la strada per raggiungere Polsi è veramente ardua, il camper non ce l’avrebbe mai fatta, per fortuna ci pensano gli amici della Valle Sant’Agata a darmi un passaggio. Arriviamo che fa già buio. Polsi di San Luca è un paesetto improbabile nella provincia estrema di Reggio Calabria nel cuore dell’Aspromonte; quando arrivi non ci credi. Il fumo delle griglie delle bancarelle annebbia tutta la vallata, un anfiteatro gremito di fedeli che ascoltano la parola di Dio, dalla parte opposta del santuario decine di rote mescolano i suoni dei rispettivi tamburelli picchiati con forte voga, al loro interno i ballerini si alternano a due a due scelti dall’indiscutibile mastru du ballu; qualcuno ballerà per tutta la notte per voto alla Madonna.

Facce di ogni tipo, facce strane. A tratti sono tutti uomini.
In ogni parte della valle echeggiano urla disumane che “danno i numeri”, sono i giocatori di morra. Osservarli è uno spettacolo che a primo acchito lascia perplessi, fa paura, ma dietro quelle urla impressionanti e strozzate usate per intimidire l’avversario, affiora un sorriso o un’espressione più umana non appena il gioco si conclude e fa tornare tutto alla normalità... se di normalità a Polsi si può parlare! Dentro il santuario il canto delle anziane in venerazione alla Madonna spezza decisamente il suono reiterato della tarantella che non smette di farsi sentire; la gente dorme per terra ammassata negli angoli, mangia, si dispera e si rallegra, si inginocchia e procede verso la Madonna, si segna, bacia la vergine.



Fuori intanto le rote continuano a girare e il megafono posto all’esterno del santuario cerca di sfidare quel suono tra la totale indifferenza di suonatori e ballerini che non smettono mai. È un duello fra sacro e profano; è una bellissima follia. Alle 5.00 del mattino decido sfinito di coricarmi, ho la mente pesante e non ci vedo più dalla stanchezza, mi scelgo una pietra meno spigolosa delle altre, prendo in prestito una tovaglia sporca per riparami dal freddo improvviso e cado in un sonno profondo e umido. Ho degli incubi causati dalle continue urla dei giocatori di morra; a quest’ora della notte le loro voci sono spezzate, stridule, in un irreale falsetto, ma continuano a echeggiare ovunque. Quando mi sveglio di soprassalto verso le otto con il sole in faccia, nulla intorno è cambiato a parte la luce. Morra e tarantella dappertutto e il megafono della chiesa che dichiara l’inizio della processione. Poi il silenzio... e Polsi ricade nel suo calmo sonno che durerà un anno. 
Cataforio (RC) ore 4.00 del mattino di sabato 12 settembre; il camper del Cammino della musica è parcheggiato nell’unico posticino disponibile per un mezzo ingombrante, ossia sulla grande curva dell’unica strada che attraversa il paese della Valle Sant’Agata. All’interno ci sto io, che mi riposo prima della partenza per il pellegrinaggio che mi condurrà fino alla Basilica dell’Eremo dove si trova il quadro della Madonna della Consolazione patrona della città di Reggio Calabria; un cammino di 10 kilometri. Il ritrovo è fissato presso la chiesa di Cataforio dove devoti e non vociferano allegramente prima della partenza. L’idea di condividere questa esperienza con il gruppo mi piace molto: camminare tutti assieme per raggiungere una meta comune nel cuore della notte ascoltando i canti alla Madonna inframmezzati dall’ultimo gossip di Cataforio spifferato dalle donne del paese. Siamo in parecchi, la maggior parte sono donne. Agata, l’amica che mi ha convinto ad affrontare la levataccia è emozionata, lei manca da molto dal suo paese natio e negli ultimi anni non è mai riuscita a partecipare alla festa. È lei che dà man forte all’intonazione dei canti. Arriviamo che è l’alba, io ho avuto la malaugurata idea di camminare con delle ciabatte, all’arrivo mi ritrovo scalzo... la piazza dell’Eremo è già gremita di persone, alcune sono qui da ieri notte e hanno suonato e ballato la tarantella fino a poco prima. Nella basilica non c’è modo di entrare, così cerco di piazzarmi nel sagrato per fare delle buone riprese. Quando esce la pesantissima vara, il popolo urla la sua ammirazione alla Madonna; c’è chi dice che pesa 12 quintali, gli uomini che la sollevano, i portatori, sono 114. Comincia così una processione di 9 Kilometri che porterà il quadro della Madonna fino al duomo di Reggio Calabria, dove resterà custodito fino al prossimo 21 novembre per poi essere riportato all’Eremo. Il prete a capo della processione implora la folla di fare largo, qualcuno potrebbe seriamente farsi male. Quando la vara raggiungerà la sua meta, comincerà la celebrazione pagana, la rota della tarantella creerà un cerchio magico nel centro della piazza del duomo e tutto intorno sarà festa, per altri due giorni.

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Ringraziamenti: Agata, Marco Bruno (per assistenza tecnica, musicale, meccanica, vitto e alloggio!), Demetrio Bruno, Piero Crucitti, Zi' Peppino Serra, il Gruppo folkloristico di Cataforio, la famiglia Bruno, Giusi e Simone, Carmelo di Lallo, Mario, la Trattoria Lallo di Cataforio, Cataforio tutta.
 
 
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