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Reportage BRASILE: Samba de coco a Pernambuco - AUDIO -

02-08-2007
Altro appuntamento importante ed imperdibile nella bella Olinda di Pernambucco è stato quello con la legendaria Ana Lucia, 63 anni ed energia da vendere, Ana Lucia è cantora e ballerina di Samba de coco. Vive in un quartiere tanto povero quanto bello chiamato Amaro Branco. Sono andato a farle visita direttamente nella sua casa e durante una passeggiata tra le stradine di questo suggestivo bairro, Ana Lucia mi ha spiegato aneddoti e curiosità di questo genere così solare. Amaro Branco è un bairro vissuto da molte coqueiras. Sono tutte donne più o meno anziane in continua competizione fra loro, che si disputano il trono per la miglior coquiera. Passando del tempo con una si sente parlar male dell´altra, oppure si creano delle piccole coalizioni contro una sola coquiera. Ne ho sentite dire e raccontare di tutti i colori, il tutto comunque senza troppa cattiveria e con una ingenua simpatia, che non può fare a meno di far sorridere.
Ana Lucia canta da quando aveva 13 anni, mi dice che i canti del coco si tramandano di famiglia in famiglia per generazioni, ma poi, con il passare del tempo, i versi vengono personalizzati, così non si capisce più se il canto è di dominio pubblico o di un autore nuovo. Questo argomento in Brasile è veramente complesso e mi ha creato non poche difficoltà, a causa dei cosiddetti "diritti autoriali". il termine "folklore", che ad esempio in Argentina è ben chiaro, qui è molto equivocato e talvolta risulta essere un termine offensivo. In Brasile si parla di "Cultura popolare" che però nessuno sa con esattezza spiegarmi cosa significhi, quale sia il suo rapporto con il diritto d´autore e quale sia la differenza dal folklore.
Succede che i versi del coquiere sono nuovi, personalizzati e addirittura improvvisati, mentre il refren, ossia la risposta del coro, sia un verso conosciuto da tutte le generazioni. Racconta Anna: "Un tempo nessuno dava volore al coco, perché era considerata una musica da poveri e per la classe bassa, Coco e Maracatú erano per i negri. Nessuno pagava per il Coco e tutti lo facevano per amor di Giovanni Battista". Scopro così l´aspetto religioso di questo genere. Ana mi racconta che a giugno si celebrano i festeggiamenti più importanti di coco (ahimè sono arrivato in ritardo) tra i quali il più importante è quello per festeggiare San Giovanni Battista. In passato nella mezzanotte del giorno di festa, si faceva una processione per l´appunto "a suon di coco", fino al Rio della città, e qui poi si accendeva un grande fuoco e si faceva il bagno per celebrare il momento del battesimo di Gesù Cristo sul Giordano. Oggi, siccome l´acqua del Rio è sporca, gli abitanti di Olinda preferiscono festeggiare tra le vie della città. Deve essere sicuramente uno spettacolo emozionante, anche perché i costumi utilizzati per il ballo sono molto graziosi e colorati, e la festa ha qui un peso importante. Il coco viene utilizzato anche per omaggiare gli Orixa del Candomblé (vedi post: Magia di bahia).
Durante la passeggiata Ana mi mostra tutte le casupole dove un tempo si andava a "sambar o coco" e con un po´ di nostalgia parla del suo bel barrio, quando ancora era tranquillo e privo di violenza.
La canzone che metto qui sotto si intitola "Um Homo do imperio", è un Samba de Coco cantato da Ana Lucia e parte del suo gruppo.
Il Samba de coco o più semplicemente Coco è una danza accompagnata da un canto che ha principalmente origini africane, ma anche indigene. La sua origine è strettamente legata alla formazione dei Quilombos di cui accennavo sopra. È qui infatti che gli schiavi africani fuggiti usavano canti di lavoro durante il taglio del cocco. Il nome quindi dovrebbe arrivare da qui, anche se ho sentito raccontare storie che dicono che il nome derivi dal tempo in cui questo genere veniva suonato con il cocco. Quest´ultima versione sembra però essere la più fantasiosa e la meno accreditata. L'influenza indigena che invece è minore, deriva dal fatto che solitamente quando gli schiavi africani si ritiravano nei Quilombos dell´entroterra brasiliano, entravano in contatto con gli indigeni della zona e mischiavano così le culture. Vera (l´indigena che ha accompagnato l´avventura nell´aldeia della comunitá Fulniô, vedi post: Il cuore della musica), mi spiega infatti che il Samba di Coco è utilizzato anche nel misterioso rituale Cuiruri. In questo caso lei parla di un tipo di Coco puro, cioè senza influenze africane. Ma non avendo avuto modo di vederlo, non posso raccontarlo. Sta di fatto che il Samba di Coco che può sembrare superficialmente una canzone da spiaggia, racchiude in sé una storia e una tradizione molto importanti e la sua musica è usata anche in ambito religioso. Gli strumenti usati in questa registrazione sono Ganzá, pandeiro, bombo. Ana Lucia dice che sono gli strumenti essenziali e caratteristici per suonare il coco. "Una volta si usava solo la voce senza amplificazione e quindi non si potevano aggiungere troppi strumenti, altrimenti la voce non si sentiva più". Oggi invece le formazioni di coco possono usare diversi altri strumenti come cuícas, tambores, chocalhos, maracas, zambumbas... La Coqueira, chiamata anche a tiradora de coco, in questo caso Ana Lucia, è la solista che lancia il verso tradizionale o improvvisato, che avrà poi risposta dal coro di musici e ballerini insieme. Il ballo è un tipo di samba. L´uso delle mani e dei piedi è molto importante e spesso si usano scarpe di legno per marcare il suono del piede sul pavimento.
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