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Reportage BRASILE: Itaituba: musica per la natura - AUDIO -

Quelli che stanno seguendo il mio cammino si saranno sicuramente resi conto che non sto affatto seguendo il percorso segnato sulla mappa stabilito in fase di progettazione.

Del resto viaggi di questo tipo trovano facilmente il pretesto e l´occasione per variare, deviare, stravolgere una rotta pensata ed immaginata solo dall´altra parte dell´oceano, in base a pochi contatti e deboli conoscenze. Non nascondo nemmeno che uno degli aspetti più affascianti del viaggio è quello di farsi trasportare dall´onda incontrollata degli eventi, che sembrano farsi beffe di tabelle e tempi di marcia stabiliti in partenza. Questo è un viaggio che si crea nel viaggio, grazie a incontri e contatti che si racimolano man mano che si avanza: “Potresti andare lì che c´è questo tipo di musica” “se domani vai lì trovi una festa popolare!” “In questa città conosco un tale che suona..” “vai lì che è bello!”... devo ammettere che le proposte e le alternative sono così numerose che ogni volta mi costa molta fatica decidere, e vivo sempre una forma di rimpianto per le scelte scartate. Del resto da queste parti non basterebbe una vita per fare tutto.
A portarmi a Itaituba sono state due cose, anzi tre: due inviti legati da una coincidenza. Ero a São Luis (vedi post: Bumba meu boi) quando ho incontrato Cloves, che mi ha invitato a Itaituba dove è situato uno dei parchi dell´Amazzonia - l´idea di staccare per un po´ dall´umanità per aprire i contatti con fauna e flora amazzoniche mi stimolava molto - ero a Belem quando poi ho ricevuto una mail di invito da parte della “Secreteria de Educaçao, Cultura e Desporto de Itaituba”  a conoscere la realtà musicale della piccola città amazzonica. Ad alimentare la coincidenza il fatto che Itaituba è una città che pochi conoscono e non è presente in nessun programma turistico. La città è situata nel mezzo della foresta ai lati del fiume Tapajó, un affluente del Rio delle Amazzoni, a 15 ore di barca da Santarem. Il passato di questa cittadina potrebbe funzionare bene per la trama di un film western di Sergio Leone. Itaituba è la città dell´oro, chiamata appunto “Cidade pepita e nella decade 70-80 squadre di brasiliani provenienti da tutto il paese, accorsero qui in cerca di fortuna, contendendosi il territorio ed il prezioso metallo a suon di pistolettate. Ora che di oro non ce n'è più la situazione è tornata alla normalità e Itaituba resta una città tranquilla dove il calore amazzonico non lascerebbe indifferente nemmeno satana. Oltre alla temperatura infernale Itaituba è una città che vanta alcune risorse turistiche non trascurabili: è affacciata sulle rive di uno dei fiumi più puliti al mondo con spiagge (ebbene sì!) incantevoli, è attraversata da una falda di acqua solfurea e a pochi km si trova il Parco Nazionale dell´Amazzonia. Quest´ultimo può essere visitato solo con un permesso speciale dell´IBAMA, che grazie alla “Secreteria de Educaçao, Cultura e Desporto de Itaituba” ho avuto la fortuna di ottenere.

Ma passiamo all´aspetto musicale, che è il denominatore comune del viaggio: Itaituba a differenza delle città visitate fin ora, non può vantare la carica di titolare di un particolare genere musicale. Le masse di culture provenienti da tutti gli angoli del paese in cerca di oro, hanno col tempo indebolito e scolorito la cultura originale itaitubana creando di riflesso una musica che attinge un po´ di questo, un po´ di quello, un po´ di Forró, un po´ di Carimbó... a spiegarmi tutto questo sono proprio i musici di Itaituba, riuniti per l´occasione nella bella piazza della città per un incontro organizzato dalla "Secreteria de Educaçao, Cultura e Desporto de Itaituba". E' qui che mi raccontano il passato e la realtà socioculturale di Itaituba: una città senza regole, legge e controlli, bersagliata dai garimpeiros (cercatori d´oro), sfruttata fino all´osso per il suo metallo prezioso e poi abbandonata a se stessa. Un via vai continuo di masse di popoli diversi, attirati qui da sogni di ricchezza tramutati spesso in tragedia, che hanno col tempo raschiato l´identità della città facendo diventare Itaituba la terra di nessuno.

- É tempo di riscattare la nostra cultura e valorizzare la nostra città - dice Ivan Araujo, produttore del CD "Ita em cançoes" (un progetto che ha appunto questo obiettivo). - Un riscatto attraverso la musica, i ritmi, le leggende, le storie e i costumi di questa grande miscigenação (mescolanza) esistente in questa terra de “pedras miúdas"-. Il CD raccoglie brani antichi e nuovi dell´antologia musicale di Itaituba arrangiati in chiave moderna dai musicisti della città. Non si tratta di un genere musicale, ma di una musica che parla di Itaituba, della sua gente, dei suoi valori, del suo fiume Tapajo e della sua naturalezza. É anche quest´ultima caratteristica l´elemento di discussione dell´incontro: la naturalezza o l´aspetto naturalistico, come valore e risorsa principale di Itaituba. Ivan e gli altri musicisti mi parlano di "innocenza amazzonica" ossia di ingenuità del popolo amazzonico nei confronti dalla natura, e che non si rende conto del valore, della bellezza, e della ricchezza che lo circonda. Parla un altro musico: - Si dice che il popolo amazzonico sia pigro, ma non è cosí: il fatto è che possiede tanta ricchezza naturale, ma non ha la visione (di valorizzazione di tale ricchezza) che può avere un nordestino o un suddista - e risorse che potebbero valorizzare ed arricchire la città, rimangono inutilizzate o, peggio, alla mercè di stranieri che ne fanno un uso errato ed incosciente.

Ecco che questo CD/progetto con la sua musica e le sue parole intende anche richiamare l´attenzione sull´aspetto naturalistico di Itaituba, considerandolo come parte integrante e fondamentale della sua cultura. Chiude Ivan dicendo "Penso che l´arte di cantare ci avvicini a quello che amiamo, creando così il sentimento di coscienza per la preservazione dei nostri valori naturali e culturali". Per la prima volta durante questo viaggio all´insegna della musica, ho incontrato un popolo e una città che cominciano ora a costruire la propria tradizione musicale usandola come arma contro il deterioramento della propria identità culturale.

Penso che quella di Itaituba sia una chiara testimonianza di quanta importanza goda qui l´arte musicale, considerata come l´ingrediente principale della ricetta culturale brasiliana.


Quella che metto qui sotto è una canzone presente nel cd "Ita em canções" intitolata "Nosso rio nosso Mar" di Jeconias Miranda. Per mantenere lo stile di questo viaggio e di questo blog che è quello di inserire canzoni registrate da me e dal vivo, i musici di Itaituba hanno eseguito il pezzo con gli strumenti che c´erano a disposizione: una chitarra e.. un mazzo di chiavi. Buon Ascolto.

IL TESTO:

Tapajó baixou de novo tucuxi voltou pro mar
No beiradão morena um aceno vem me dar
As águas estão bem mansas pro barquinho navegar
 
Tapajó nosso rio nosso mar
Tapajó sempre hei de te cantar
 
No trapiche o adeus de quem ficou e quem partiu
Itaituba tão serena sol na cuba do rio
A noite ao som das águas e no brilho do luar
Vai leme o comandante solitário a cantar
 
Veio a aurora e o caribe brasileiro lá estar território
santarém de catraias e bumba Tapajós uniu pra sempre
Itaituba Santarém os devotos de santana e de conceição tamben
RINGRAZIAMENTI: Secreteria de Educaçao, Cultura e Desporto de Itaituba e in particolare a Jonilson Oliveira (coordinatore di progetto), Profª Eliene Nunes de Oliveira e Regina. Ivan Araújo, Cloves e Joan. A tutti i musici di Itaituba presenti alla riunione. Un particolare ringraziamento al poeta giornalista Nazareno
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