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Reportage BRASILE: Bumba Meu Boi - VIDEO -

13-08-2007
Sao Luis grande isola del nordeste brasiliano situta nello stato di Maranhao; ultima tappa prima di entrare in zona amazzonica. L'idea di cambiare radicalmente denominazione e posizione geografica mi attira molto. Il nordeste brasiliano (quella zona formata da nove stati allineati lungo 3500 km di costa: maranhao, Piaiui', Ceara', Rio Grande do Norte, Paraiba, Pernambuco, Alagoas, Sergipe e Bahia) pur avendomi donato forti emozioni ed esperienze soprattutto a livello umano, ha rappresentato per ora, la parte più difficile del viaggio, anzi, del progetto. In questa zona infatti è stata assai complicata la comunicazione con musici e artisti locali che molte volte hanno diffidato dell'iniziativa, recependola come una sorta di "furto" di cultura popolare a fini di lucro.

L'accrescimento di interesse nei confronti della musica popolare latino americana avvenuto solo di recente, ha procurao uno sfruttamento talvolta non proprio onesto di queste culture. Sono molti infatti i visitatori stranieri che si sono arricchiti divulgando le immagini o le musiche "esotiche" di questi popoli senza chiedere autorizzazioni o permessi e senza dare in cambio alcuna ricompensa, ma lasciando che il frutto della propria ricchezza continuasse a vivere nella sua irrimediabile misera poverta'.

Questo fatto ha provocato un notevole irrigidimento e chiusura nei confronti dello straniero che mi ha causato non poche difficoltà.
Sao Luis mi ha accolto con una inaspettata attività musicale. L'eterna estate di questo paese viene celebrata quotidianamente con una programmazione musicale veramente ricca. Durante la mia breve permanenza di poco più che una settimana ho potuto assistere ad almeno 10 eventi al giorno con musiche allegre, ritmi scatenati e costumi da carnevale di Rio. Devo dire che il popolo maranhense si è rivelato essere tra i più allegri, sorridenti e festaioli tra quelli incontrati nel nordeste. Tra i numerosi generi tradizionali di questa splendida isola scriverò qui solo del "Bumba meu Boi", una festa popolare che mi ha trascinato nella sua euforia per due giorni interi.
Bumba meu Boi, o più semplicemente Boi, è una sorta di commedia popolare tragicosatirica che inscena personaggi animali, umani, fantastici tra le vie della città. Il tutto gira attorno alla storia di un bue che viene rubato e ucciso da Pai Chico (un trabalhador de fazenda) perché sua moglie Catirina gravida, ha voglia di mangiare lingua di bue. Pai Chico viene però scoperto dai vaqueros e dagli indigeni mandati dal fazendero. Il Bue viene così fatto resuscitare dai paje's e Pai Chico, visto il movente del delitto, viene perdonato e si fa così una grande festa che si conclude comunque con l'uccisione del bue e l'offerta del suo sangue ai partecipanti. Ovviamente tutto è finto e simulato: il bue è una struttura di legno decorato vivacemente con della stoffa colorata e brillantata, ed il sangue offerto è in realtà vino. Questa è la storia "ufficiale" del Bumba meu boi, ma ogni città ha la sua personalizzata: a volte il bue rimane solo ferito, Catirina desidera mangiare il cuore, i personaggi sono diversi. Il comun denominatore e la parte più importante della festa sembra essere comunque la morte finale del bue.
Durante i giorni di festa del rituale, per le strade della città si sentono spesso espressioni di questo tipo: Quando muore il bue? Vamos a matar o bue? Dove uccidono il bue? Tutto il paese è coinvolto nei festeggiamenti e ne parla.
Anche in questo caso il Boi è una festa molto antica che ha origini portoghesi, africane ed indigene. Esistono differenti tipi (sotaques) di boi: da ilha, de orquestra, baixada... quello a cui ho partecipato io attivamente è il boi de matraca, chiamato così perché i partecipanti usano uno strumento di origine indigeno formato da due blocchi di legno che si percuotono insieme chiamati appunto matracas. Inoltre il boi è suddiviso per quartiere o per scuola con costmi e danze differenti. Quello a cui ho partecipato io è il Boi di Santa Fè.
I festeggiamenti cominciano in una zona della città, in questo caso in un edificio chimato "Conventu" sede di gran parte degli eventi culturali di Sao Luis. Qui si esibiscono e si presentano tutti i personaggi del Boi. Questa è (almeno qui a Sao Luis) la parte destinata ai turisti, presentata sopra un grande palco e sotto la luce di grandi riflettori. La parte più popolare della festa, viene dopo, quando il gruppo di musici e ballerini (almeno una cinquantina tra vecchi, adulti e bambini) e dei pochi coraggiosi, si sposta con l'ausilio di due omnibus in varie zone della città. Sono più o meno le due della notte e la tradizione vuole che si vada a fare festa davanti alla casa del patrocinatore del Boi, che in questo caso è un privato che ha finanziato un Boi per pagare una promessa a qualche santo (Sao Joao, Sao Pedro, Sao Marcal solitamente). Da queste parti capita spesso infatti, che le preghiere fatte ai santi vengano "ricompensate" facendo una festa pubblica con Bumba meu Boi, Tambor di crioula, tambor di mina.. (altri generi tradizionali). Ha quindi inizio qui davanti alla casa del patrocinatore, che offre litri di cashaša e tonnellate di dolci, la vera festa del boi, dove musici e ballerini si esibiscono solo per amore del proprio popolo e della propria cultura. Per almeno due ore si canta e si danza senza sosta. E' paraddossale lo sfarzo e l'eleganza dei costumi e dei movimenti dei ballerini che sfilano tra le strade buie e sporche dei quartieri poveri e desolati di Sao Luis.

...CONTINUA...

Quando non so come si decide che si e' sfilato abbastanza, il gruppo sale nuovamente sui mezzi per andare in un'altra zona della citta'. Questa volta la destinazione sara' la casa di un vecchio maestro di tambor de crioula molto conosciuto a Sao Luis chiamato Mestre Filipe che e' ammalato. Questo il modo di rendere omaggio e augurare una pronta guarigione ad un personaggio importante della comunita' . Sono piu' o meno le cinque del mattino. Durante il breve tragitto, molti musicisti si riposano e qualcuno riesce pure a dormire, altri continuano a suonare e cantare. Gruppetti di bambini si divertono ad urlare alle macchine che sorpassano il mezzo, donne che cantano, vecchie canzoni, ballerini che ne approfittano per alleggerirsi la testa togliendosi il grande e pesante ornamento che fa parte del costume. La festa continua anche sul bus. Io che sono l'unico straniero osservo e ammiro tra i vari sorrisi e sguardi incuriositi, la dedizione e la resistenza dei partecipanti a questo rituale e mi chiedo da dove arrivi tutta questa energia. Piu' tardi Saphira, una amica di Sao Luis mi spieghera' che si tratta di "amore per i santi". Sono molti infatti gli ornamenti che riportano figure di santi e patroni nei costumi sfarzosi dei personaggi della festa. Da queste parti e' molto labile ed indefinito il confine tra sacro e profano. Le due cose viaggiano spesso all'unisono e una manifestazione religiosa, acquista cosi' una atmosfera di festa e trasgressione che all'occhio di un occidentale puo' sembrare strana.

Alle sette e mezza il sole fa gia' sentire il calore dei suoi raggi e a me che mi e' stato assegnato il compito di suonare la onša (uno strumento che genera un suono simile al verso del bue per strofinamento di un panno bagnato in una asticella di metallo situata all'interno di un tamburo) duole il braccio e sono stanchissimo, ma felice di aver fatto parte attivamente a questo rituale e di esser stato accolto tra la grande famiglia di Santa fe'.

Decido cosi' di alzare bandiera bianca e ritirarmi nel mio comodo letto. Loro andranno avanti fino alle 9 del mattino, poi ci sara' una pausa di qualche ora per riprendere i festeggiamenti alle 4 del pomeriggio ed iniziare cosi' finalmente il rituale della morte del Boi, la parte piu' importante della festa.

Alle sei di sera quando arrivo, la processione e' gia' attiva da tempo. Il centro della fasta dove si stanno facendo i preparativi per l'uccisione del boi e' il quartiere di Fatima. Qui gli abitanti del povero bairro hanno gia' disposto file di sedie dove i primi arrivati si aggiudicheranno i posti migliori. Il gruppo di Santa Fe' pero' e' ancora distante da Fatima: e' cominciato infatti ora il rituale della ricerca del boi che si e' nascosto per fuggire alla morte. Il gruppo gira cosi' per la citta' suonando, cantando e danzando come i giorni scorsi alla ricerca del boi nascosto. Le canzoni chiamate Toadas hanno tutte una funzione particolare. Alcune servono per riunire il gruppo, altre per avvisare il padrone della casa dove si va a festeggiare dell'arrivo del gruppo, altre per ringraziare santi, patroni, personalita' importanti della citta', altre sono molto ironiche e scherzose e chi piu' ne ha piu' ne metta. La musica e' un elemento fondamentale per la festa del Boi. il canto e' diretto da un solista e poi diventa collettivo e viene accompagnato da matracas, pandeiros (molto grandi e di origine araba), tambores-onša.

Quando finalmente il boi viene scovato, viene portato al bairro di Fatima dove tutti stanno aspettando (sono le nove di sera), viene eretto un albero interamente adornato di fiori e nastri colorati. Alla base dell'albero c'e' una damigiana di vino. Il gruppo si stringe continuando a cantare e danzare, il bue viene spinto ripetutamente in prossimita' dell'albero, vedo passare tra la folla una accetta. Il bue viene fatto fuori, il sangue viene offerto a tutti i partecipanti. In teoria il rituale ora e' concluso e la festa dovrebbe terminare, ma si va avanti a ballare e cantare fino a notte fonda.


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