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Reportage VENEZUELA: Guasa y Parapara - AUDIO e VIDEO -

08-10-2007
Il cammino riprenderà da qui, dalla città che ha premiato il progetto (vedi post sotto: PATROCINIO): Ciudad Bolivar, capoluogo dello stato Bolivar del Venezuela, città storica, da poco restaurata e bellissima agli occhi di un italiano abituato a tutti questi antichi edifici. Dico così perchè pare che i venezuelani preferiscano le città più moderne e comode, come ad esempio la vicina Puerto Ordaz (vedi post: Venezuela...e già Caraibi?). La città fu chiamata così in onore di Simon Bolivar, figura di notevole importanza nella storia dell'indipendenza latinoamericana, e che fece qui il "Discorso di Angostura" (1819), nel quale annunciò la nuova Costituzione. Nella metà del Settecento però la città si chiamava "Nueva Guayana de la Angostura del Orinoco" a causa della sua posizione situata nel punto più stretto (angosto significa appunto "stretto") del Rio Orinoco, il fiume più grande del Venezuela. Importante fu anche per la presenza, nelle sue vicinanze, del primo ponte (il ponte Angostura) che unì lo Stato Bolivar con il resto del Paese. Solo da poco è stato inaugurato il secondo ponte a Puerto Ordaz. Questa città ricca di storia e vicende politiche che hanno determinato il futuro del nord del Latinoamerica sembrava essersi dimenticata di poter vantare anche una tradizione musicale propria. "Ero stanca di sentir dire che Ciudad Bolivar non avesse nessuna radice musicale, per questo ho cominciato a ricercare, valorizzare e preservare l`identità guayanesa, delle rive dell`Orinoco e della pietra più antica del Paese: il Massiccio Guayanese". Parole di Mariita Rodriguez, patrimonio culturale vivente di Ciudad Bolivar. Assieme ad un gruppo di musici e ricercatori dà vita nel.... alla Fondaciòn Parapara. È proprio qui nella sede della fondazione che lei ed il suo gruppo mi spiegano a suon di musica le tradizioni più importanti di questa bella città, come ad esempio quella del gioco che dà il nome alla fondazione: il Parapara è un seme che deriva da un albero che cresce da queste parti, chiamato Paraparo. Viene utilizzato in medicina, in artigianato, in restauro, in lavanderia, in cucina (deve essere cucinato se no è velenoso) e in gioco. 
Mimina Rodriguez Lezama, una famosa poetessa di Bolivar, scrive: "La parapara è un raro elemento vegetale di profonda simbologia tradizionale, di rituale trascendentale nel realismo magico di guayana". Il gioco si chiama Quiminduñe: si tratta di indovinare la quantità di semi di parapara che l`avversario nasconde nella mano per vincere la quantità di semi corrispondente. Tutto con divertenti formule e filastrocche e un mare di varianti, come si può vedere nel video qui sotto dove il gioco funge da preludio a questa "Guasa" appunto intitolata Quiminduñe...
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 La Guasa sembra quindi essere il genere tradizionale di Ciudad Bolivar. Dico "sembra" perchè sono ancora aperte le diatribe tra chi rivendica questa proprietà e chi invece dice che la Guasa guayanesa addirittura non esista. Per alcuni si tratta di un Calipso (vedi post: Venezuela e...già Caraibi?) più lento. Mariita sostiene che la Guasa "È una fusione di Calipso con merengue venezuelano, il cui creatore è Alejandro Vergas" e aggiunge anche un po` di "ritmo negro manomesso" perchè Alejandro Vargas era discendente di un africano. Sta di fatto che la Guasa mantiene la stessa figura ritmica di Calipso e Merengue. La differenza, secondo me, sta nell`impiego degli strumenti utilizzati: cuatro, guitarra, tambor, rayo guayanese e nell`esecuzione con coro. Inoltre i testi parlano guayanese e trattano argomenti ben differenti da quelli del Calipso e del Merengue. Tuttavia bisogna far presente che tutti i generi latinoamericani sono "derivati" di altri generi e ritmi mischiati insieme, come le culture e le etnie di questo grande frullato di umanità che è il Latinoamerica; quindi anche io sono dell`opinione che la "Guasa Alejandrina" ha tutte le carte in regola per esistere come specifico genere musicale tradizionale. Mariita conosce Alejandro quando era bambina e cantava nel palcoscenico delle radio locali!!! Lui era analfabeta, ma intratteneva per ore gli ascoltatori della radio dalla quale trasmetteva il suo programma "Alejandro Vargas y sus Guasas. Dopo la sua morte (1980 più o meno) Mariita si è impegnata a raccogliere tutte le sue opere e a cantarle con il suo gruppo Parapara. Alcune Guasas sono oggi grandi successi da queste parti e tutti le conoscono e le canticchiano. Il gruppo Parapara si impegna a tramandarle, preservarle e rinfrescarle con arrangiamenti contemporanei. I testi trattano per lo più della flora e fauna locali (come del resto la maggiorparte dei generi sudamericani) o narrano avvenimenti occasionali, come ad esempio la mia visita. Questa caratteristica di omaggiare con una canzone la visita di uno straniero sembra far parte del carattere venezuelano sempre altamente cordiale ed accogliente come pochi.
La Guasa che metto qui sotto si intitola "El Valenton" che è un saporito pesce tipico del Rio Orinoco. Il testo, strofa e ritornello con coro, invita tutti i presenti a condividere questo momento di allegria fatto di elementi, cibi ed usanze tipicamente bolivariane.   

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