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Archivio Io Suono Italiano ?     archivio dal tango alla musica caraibica

Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
PRESENTACIÓN: aquí viene la primera de una serie de documentales que quiero editar con el material capturado durante el Camino en México. Empiezo con gran sprint: un documento que seguramente no dejará indiferente. De hecho, muchos se preguntarán qué hay de Mexicano en estas imagenes.
Señoras y señores, les presento Chipilo, una comunidad energética de descendientes del Véneto (la mayoría de Segusino, un pueblo de la provincia de Treviso al nordeste de Italia) que llegó a México en 1882 porque tuvo mala suerte en su tierra natal. Esta comunidad fue creada en el Estado de Puebla, a pocos km. de la ciudad mexicana que tiene el mismo nombre! video e testo in italiano

MILAGRO Y LOCURA: nunca he encontrado en mi viaje de investigación, una comunidad de Veneto que todavía casi 130 años después de su llegada a México, hable el dialecto de la ciudad de origen COMO PRIMER IDIOMA! En las calles, en las plazas, en los bares, en todas partes, jóvenes y ancianos, los "chipileños" se comunican entre ellos en dialecto veneciano, lo de una vez! que aquí se cristalizó como toda la cultura y las tradiciones del nordeste italiano. Sin embargo lo más sorprendente es que los mexicanos que llegan a Chipilo para trabajar, de alguna manera esten obligados a aprender el idioma "chipileño" .. una locura! Pero no piensen que el pueblo de Chipilo esté cerrado en una "cúpula de cristal": han sido capaces de abrazar la tradición mexicana, sin olvidar sus raíces. Son mexicanos y orgullosos italianos.

MÚSICA: El "himno de Chipilo" recoge su historia (MP3 a continuación). Una canción sobre las vicisitudes de aquellos primeros migrantes que se emocionaron desde el barco al ver que la bandera mexicana era tan similar a la bandera italiana. En cuanto a las viejas canciones del Veneto, sin embargo, me quedé un poco decepcionado: a parte de las clásicas canciones como "Quel mazzolin di fiori" o "Me compare Giacometo", parece que la tradición del canto veneciano se ha perdido. Con todo lo que tenían en el alma, por supuesto no pensaban en cantar! me dijo Julieta Mazzocco, una de las entrevistada del vídeo. Se me hace complicado creer en esta afirmación, ya que todas las experiencias de investigación que tengo me han enseñado que el canto se utilizó siempre para olvidar la fatiga durante el duro trabajo de campo y para aliviar el dolor nostalgico de la patria. Por lo tanto, creo que mi investigación musical en Chipilo no ha terminado todavía. Una buena excusa para volver!

MI EXPERIENCIA: Llegué a Chipilo pocos días antes de Navidad. La bienvenida fue muy amable y la atmósfera cálida y acogedora. Fui hospedado en Casa Precoma, una familia típica italiana con un toque méjicano que regaló una vena exótica a una experiencia inolvidable. Fui arrastrado en un torbellino venetomejicano increíble, a veces casi no lo podía creer: los chipileños me hablaban en el dialecto veneciano y debo admitir que para mi era un poco difícil de entender; yo comunicaba en español, porque tengo el defecto de que en América Latina no puedo hablar el dialecto de mis paìs. La fiesta de Navidad fue en estilo típico italiano / veneciano, con la clásica cena y el almuerzo a seguir, con mesas con platos con polenta, bacalao, al lado de la ensalada navideña y tacos.. cómo decir: navidad con la familia! He vuelto en la temporada de Pascua y he visto una tradición que en Italia se ha perdido o ha pasado al folclore: el Rigoletto! Me sentì como si viviera en un mundo aparte, ni mexicano, ni italiano, en ese hermoso típico mundo Chipileño!

AGRADECIMIENTOS: en primer lugar a la Familia Cielo Galeazzi y la Familia Precoma que me acogieron y apoyaron (véase Servicio Chipilo S.A. de C.V. y Taller el Muñeco); la Asociación "Trevisani nel Mondo" que me recomendó a Chipilo; a todos los amigos chipileños. Nunca los olvidaré!

FOTOS - VERSIONE IN ITALIANO - ARTICULO DE PERIODICO

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PRESENTAZIONE: ecco a voi il primo della serie di documentari che conto di montare con il materiale catturato durante il Cammino in Messico. Comincio con grande sprint, con un documento che sicuramente non vi lascerà indifferenti. Molti infatti si chiederanno cosa c'è di messicano in queste immagini. Signore e signori, vi presento Chipilo, una energica comunità di veneti (la maggiorparte provenienti da Segusino, un paesino della provincia di Treviso) arrivata nel 1882 in Messico perchè "maltrattata" dalla sua terra d'origine e ubicatasi nello stato di Puebla, a pochi km. dalla omonima città messicana!
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MIRACOLO E FOLLIA: mai prima d'ora avevo incontrato nei miei Cammini di ricerca, una comunità veneta che ancora oggi a quasi 130 anni dal suo arrivo in Messico, parla il dialetto della città di provenienza COME PRIMO IDIOMA! Per le strade, nelle piazze, nei bar, dappertutto, grandi e piccini, i "chipileños" comunicano tra di loro in dialetto veneto, quello di una volta! che qui si è cristallizzato, come tutta la cultura e le tradizioni del nordest italiano. La cosa più sorprendente però è che i cittadini messicani arrivati a Chipilo per questioni di lavoro, sono in qualche modo costretti ad imparare l'idioma "chipileño".. una vera follia! Ma non pensiate che gli abitanti di Chipilo siano chiusi in una cupola di vetro: hanno saputo abbracciare la tradizione messicana senza però dimenticare le loro origini. Sono messicani orgogliosamente italiani.
LA MUSICA: la storia di Chipilo è racchiusa nell'Inno di Chipilo (MP3 in basso). Una canzone che racconta le vicissitudini dei primi migrati che dalla nave si emozionarono vedendo che la bandiera messicana era così simile al tricolore italiano. Per quanto riguarda le vecchie canzoni venete, invece, sono rimasto un po' deluso: a parte le intramontabili e classiche "Quel mazzolin di fiori" o "Me compare Giacometo" sembra che la tradizione canterina veneta sia andata persa; con tutto quello che avevano nell'anima non pensavano certo a cantare! mi spiega Julieta Mazzocco, una delle intervistate del video. Stento un po' a credere a questa dichiarazione, perchè tutte le esperienze di ricerca mi insegnano che il canto è sempre stato usato per dimenticare la fatica durante il lavoro nei campi e per alleviare i dolori della nostalgia della madrepatria. Quindi, giudico le mie ricerche musicali chipileñas non ancora terminate. Un ottimo pretesto per tornare!
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LA MIA ESPERIENZA: sono arrivato a Chipilo qualche giorno prima di Natale. L'accoglienza è stata calorosa e l'atmosfera di casa. Ospite dei Precoma, una famiglia tipicamente italiana ma con un tocco messicano che ha donato una vena esotica ad un'esperienza indimenticabile, sono stato trascinato in un turbine venetomessicano che ha dell'incredibile, a volte stentavo a crederci!. I chipileños mi parlavano in dialetto veneto e devo ammettere che facevo un po' di difficoltà a capirli. Io comunicavo in spagnolo, perchè ho il difetto che in America Latina non riesco a parlare il dialetto delle mie parti. La festa di natale è stata tipicamente in stile italiano/veneto, con il classico cenone e pranzo a seguire, con grandi tavolate imbastite di piatti di polenta, baccalà a fianco di ensalada navideña e tacos.. come dire: Natale in famiglia! Sono poi tornato a Pasqua e ho visto fare una tradizione che qui da noi si è ormai persa o è passata al folklorismo: quella del Rigoletto! La sensazione che ho provato è stata quella di vivere in un mondo a parte, ne messicano, ne italiano, quel bellissimo tipico mondo Chipileño!
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RINGRAZIAMENTI: in primis alla famiglia Cielo Galeazzi e alla Famiglia Precoma che mi hanno accolto e patrocinato (vedi Servicio Chipilo S.A. de C.V. e Taller El Muñeco) all'Ass. Trevisani nel Mondo che mi ha raccomandato a Chipilo e a tutti i chipileños che mi hanno accolto! Non vi dimenticherò mai!
 
                            LE FOTO - VERSIÓN EN ESPAÑOLL'ARTICOLO DI GIORNALE
                                           TI E' PIACIUTO QUESTO VIDEO? SI - NO
                                              vedi anche il reportage di Anna
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ITA: Sabato 11 giugno a partire dalle 21.00 (itaiane) 14.00 (messicane) ascolta l'intervista a RETE VENETA (Italia) disponibile sul canale satellitare al numero 657 o in Web Tv. Racconto la mia storia e quella del Cammino della Musica.. Sabato 11 Giugno a partire dalle 1.00 (italiane) 18.00 (messicane) ascolta l'intervista su RADIO OPUS di Ciudad del Mexico. Attraverso le regitrazioni che ho raccolto in viaggio, racconterò "Il Cammino della Musica" in Italia, in Messico e a Cuba. Musiche e Storie di Esseri Umani incrociati durante il Cammino e donati dal Cammino.

SPA: Sabado 11 de Junio desde las 21.00 (en Italia) 14 (en México) escucha la entrevista en RETE VENETA (Italia). Está disponible en canal de satelite (canal 657) o en Web Tv. Contaré mi historia y la del Camino de la Música). Sabado 11 de Junio desde las 1.00 (en Italia) 18:00 (en México) escucha la entrevista en RADIO OPUS de Ciudad del México. A través de las grabaciones que he recogido en el viaje, voy a contarles "El Camino de la Música " en Italia, en México y en Cuba. Musicas y Historias de Seres Humanos encontrados a lo largo del Camino y donados por el Camino.

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IL RITORNO: 16-05-11 (Treviso) Che bella la routine: dormire nello stesso letto, svegliarsi e vedere lo stesso soffitto, bere lo stesso caffè, ascoltare e parlare il proprio dialetto, riprendere le cose che stavano qui ad aspettarmi, pazienti; correre sullo stesso percorso fatto centinaia di volte e sorridere riconoscendo che i profumi della tua terra si sentono solo lì, sono unici. VERSIÓN EN ESPAÑOL

Eccomi qui, di ritorno alla mia terra; con il corpo qui, la testa ancora lì e le spalle cariche di mesi di Viaggio da somatizzare, concretizzare e sotto certi aspetti comprendere. In fase di ambientamento insomma; fa parte del viaggio, e amo questa fase come tutte le altre. In questi primi giorni di rientro, riprendo la vita lasciata qui: famiglia, amici, abitudini, routine..   

COMPITI PER CASA: Riordinare le idee e le documentazioni: ore di girato audio e video da concretizzare in 6 video-documentari che mi terranno incollato ore ed ore sulla sedia dalla quale sto scrivendo ora, quella di casa mia. Tra qualche giorno arriva il primo: "Chipilo - Questioni di Sangue" l'unico video reportage che sono riuscito a montare durante il viaggio: a differenza dell'edizione del Cammino "Io suono Italiano?" in Messico non avevo un camper come postazione mobile di lavoro, la maggiorparte del tempo sono stato ospite di persone incontrate lungo il cammino e non è intelligente passare ore davanti al pc montando filmati in casa d'altri, è molto meglio condividere il tempo con loro! Perchè poi non è detto che si rivedano nella vita.  

Così ora posso farlo. Le prossime uscite che pubblicherò su questo blog saranno: "In viaggio con i Mariachi" (Messico), "Buena Vista Social Club, il mito continua" (cuba), "Un Bolero per Hemingway" (Cuba), "Fandango" (Messico), "La Banda Messicana" (Messico).

TIRO LE SOMME: il Messico è stata una delle scelte più azzeccate fra quelle dei miei ultimi 30 anni. è un paese che non può lasciare indifferente nemmeno la persona più insensibile. La sua eterogeneità culturale, sociale, paesaggistica e gastronomica è così stravagante che dopo sei mesi di viaggio mi rendo conto che avrei bisogno di sei vite per conoscerlo bene. La varietà musicale che ho conosciuto penso si possa misurare con un 10% rispetto a quella che esiste; ma non mi sento frustrato per questo; ogni Viaggio è già di per sè un mondo, e questo viaggio, l'ho conosciuto bene. Mi ha dato tanto, gli ho dato tutto me stesso e ho imparato molto.

CUBA: una piccola parentesi del Viaggio che mi è parsa durare un'eternità. Te ne vai da Cuba con più domande di quando arrivi! Cuba sopravvive grazie al turismo e il turismo sfrutta Cuba. Io ho voluto viverla non da turista ma da viaggiatore e la realtà che ho conosciuto è cruda, e ti spezza il cuore. Darò delle spiegazioni nel documenatario "Un Bolero per Hemingway"

RINGRAZIAMENTI: sono troppi! Se comincio ad elencarli farei brutta figura con quelli che per sbadataggine dimenticherei. Ma loro lo sanno, Voi lo sapete! Sono le persone che mi hanno ospitato, aiutato, consigliato, sostenuto, sfamato, divertito, provocato, incuriosito, che mi hanno goduto per quello che faccio. Sono tutte qui, dentro il mio cuoricino. Ed ogni loro immagine è legata ad un luogo, o ad una situazione, o ad una musica, indimenticabile.
 
SOGNI NEL CASSETTO: India - Mediterraneo - continuare il Cammino.

VERSIÓN EN ESPAÑOL

                               

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26-04-11 Chipilo. Ero molto emozionato! Non sono abituato a presentare i miei reportage al pubblico in questo modo, di solito con me c'è sempre la chitarra.. e infatti poi è apparsa. "CHIPILO - questioni di sangue" (vedi trailer) è un montaggio di 25 min. di immagini scelte tra quelle girate in tre settimane trascorse a Chipilo (Puebla) una comunità di veneti arrivati qui nel 1882 per coltivare le fertili terre messicane e che da allora continua a parlare il dialetto veneto come primo idioma mantiene le tradizioni del nordest italiano. Molti ingredienti interessanti per pensare ad un video documentario che mi è costato ore e ore tra riprese e montaggio e che pubblicherò in questo blog tra pochi giorni. Un grazie di cuore alla graziosissima FERNANDA CIELO MERLO presentatrice della serata. Viva Chipilo!

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01-04-11 Playa del Carmen Il Cammino della Musica torna in Messico. La breve esperienza cubana è stata così forte che ancora non ho le parole per spiegarla: Cuba è un paese diverso, diverso da tutti i paesi che ho visitato; porta nelle sue spalle mille sfaccettature, controsensi, paradossi, assurdità... Non so ancora dire se mi sia piaciuta o meno, forse tra qualche giorno lo capirò. Intanto porto con me l'esperienza indimenticabile di questi giorni che spero di comunicarvi attraverso i filmati che sono in arrivo sul blog.

Comincia la fase finale di questo grande viaggio: stop con la documentazione e start con gli spettacoli. Un lungo cammino verso la capitale messicana intervallato da varie repliche di video show, alcune in città nuove e altre in luoghi dove ero già passato. Un viaggio a ritroso quindi, che mi donerà la felicità di rincontrare le amicizie createsi in questi mesi di viaggio. Tornare è sempre un piacere, e l'idea mi solletica il gargarozzo!

Date Video Show: 6 aprile al Cositas Buenas di Tulum, 8 - 12 aprile al Teatro del Árbol a Playa del Carmen, 19 aprile al "Lake Club" di Xalapa, 24 aprile a "Casa Cultura" di Chipilo presentazione del documentario "Chipilo, questioni di sangue" che sto finendo di montare, 5 maggio Città del Messico "Centro Cultural Carranza".  VERSION EN ESPANOL

Giro di boa.. comincia la sensazione del ritorno.

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26-03-11 La Havana. LEGGERE CON ATTENZIONE!! LEA ATENTAMENTE !!
Vi presento
Marcelo Martinez Garcia, in arte "Marcelo el rey del bolero". Questo musicista negli anni '50 passava le giornate assieme all'amico Ernest Hemingway, suonando boleros e godendo del paesaggio cubano del barrio di Cojimar. Questa storia ve la racconterò meglio quando tornerò in Messico e avrò la possibilità di caricare video più complessi di questo.

Voglio però lasciare una premessa importante e forse destabilizzante: l'espressione felice di quest'uomo non corrisponde alla realtà delle cose; nell'immaginario collettivo, Cuba appare come un'isola caraibica felice e spensierata, governata da eroi politici che operano contro il "sistema globale". Le cose non stanno esattamente così: la vita qui è veramente dura e povera e il popolo cubano per sopravvivere deve inventarsela, molte volte cedendo a pesanti compromessi.

Marcelino è un cubano che per tutta la vita ha fatto il musicista di strada; vive in una casa piccolissima e umile che puzza di piscio perché le tubature sono fatte male. Lo sprazzo dei suoi occhi sono la prova che nella vita per essere felici bisogna sapersi accontentare.. e che la musica è una potente cura. VERSION EN ESPANOL

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26-03-11 La Havana. LEGGERE CON ATTENZIONE!!  LEA ATENTAMENTE !!
Vi presento
Marcelo Martinez Garcia, in arte "Marcelo el rey del bolero". Questo musicista negli anni '50 passava le giornate assieme all'amico Ernest Hemingway, suonando boleros e godendo del paesaggio cubano del barrio di Cojimar. Questa storia ve la racconterò meglio quando tornerò in Messico  e avrò la possibilità di caricare video più complessi di questo.

Voglio però lasciare una premessa importante e  forse destabilizzante: l'espressione felice di quest'uomo non corrisponde alla realtà delle cose; nell'immaginario collettivo, Cuba appare come un'isola caraibica felice e spensierata, governata da eroi politici che operano contro il "sistema globale". Le cose non stanno esattamente così: la vita qui è veramente dura e povera e il popolo cubano per sopravvivere deve inventarsela, molte volte cedendo a pesanti compromessi.

Marcelino è un cubano che per tutta la vita ha fatto il musicista di strada; vive in una casa piccolissima e umile che puzza di piscio perché le tubature sono fatte male. Lo sprazzo dei suoi occhi sono la prova che nella vita per essere felici bisogna sapersi accontentare.. e che la musica è una potente cura. VERSION EN ESPANOL

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22-03-11 La Havana. Cuba è un paese molto povero e particolare. È un paese diverso da tutti quelli che fin’ora ho visitato. In questi giorni ho cercato di entrare in sintonia con questo paese e la sua gente, ma è veramente difficile. Per spiegare quello che vivo e vedo e le mie riflessioni dovrei dilungarmi parecchio. Oggi pubblico un video, non mi piace molto perché si tratta di una esibizione per turisti, e in genere questo tipo di cose non mi interessano. Però qui a la habana tutto ruota in funzione del turismo e la musica diventa commercio. Ieri però ho conosciuto dei musicisti con i quali ho finalmente potuto condividere dei momenti di "musica disinteressata". La loro storia è molto forte e spero di raccontarvela presto con il prossimo video. VERSION EN ESPANOL

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21-03-11 La Havana. Sono riuscito a caricare un video: è super compresso in dimensioni per un cellulare. Ho impiegato mezzora per caricarlo, qui internet, come ripeto, è lento e costoso.. quindi prendetelo come un regalo prezioso.

ESP logrè subir un video: està super comprimido es super comprimido por el tamaño de un teléfono celularen. He necesitado media hora de conectión, porque aqui en Cuba internet, lo repito, es muy lento y para nada barato.. así que lo tomen como un regalo preciso.

              

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