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Archivio Io Suono Italiano ?     archivio dal tango alla musica caraibica

Segue il tour del cammino della musica per il sud dell'Argentina. Tra la pampa senza confini e le mucche grasse, qualche curiosita' su questo fantastico paese latino americano.

 

25-03-10. Bene, la prima data è andata... alla grande! Ieri nella sede de “Las tres venecias” di Mar del Plata abbiamo avviato il tour nel sud dell’Argentina. Una prova importante per me; dopo più di un mese di prove, scervella menti e momenti di follia, finalmente il sospiro di sollievo. Certo era come un calcio di rigore a porta vuota: i migrati italiani sono assetati di patria, le immagini del viaggio e le storie degli italiani qui fanno cadere le lacrime. Ma anche il pubblico argentino ha apprezzato molto. Il momento più bello? Quando ho suonato “Quel mazzolin di fiori”; non c’è stato verso di finirla come l’avevo arrangiata; da un lieve canticchiare la platea si è trasformata in un coro di montagna. Bis con.. “O sole mio” naturalmente.

Oggi non pubblico immagini del video show, per quello c’è tempo visto che ho altre 12 date; bensì una testimonianza catturata poco prima di cominciare. Si tratta di quattro italiani migrati in Argentina attorno al ’50. Tre veneti e un trentino. Raccontano storie di migrazione, in un modo molto bizzarro. Tra loro regna un atteggiamento di campanilismo. Gli argentini osservano divertiti i loro ospiti giunti qui più di 60 anni fa ma che ancora fanno a gara su “chi è più italiano”. E così provocazioni, sarcasmo e auto inneggiamenti creano un dialogo esplosivo da risate a crepapelle. Un po’ lungo ma da non perdere, sottotitolato e... censurato.   

Oggi si parte per Bahia Blanca. Vuelvo al sur

 

23-03-10. Parte il tour del cammino della musica. Una passeggiata tra i colori di Caminito, il barrio del Tango di Buenos Aires prima di prendere un bus per Mar del Plata dove Marcelo Carrara, organizzatore del tour e coordinatore delle nuove generazione del COMITES (comitato degli italiani all'estero) di questa città mi aspetta per la prima data a LAS TRES VENECIAS.

Guarda tutte le pillole

 

18-03-10. Carissimi amici camminanti. So che fremete dalla voglia di avere mie notizie e di vivere un po' questo viaggio attraverso i miei filmati ma... da quando sono arrivato sono per la maggior parte del tempo chiuso in un bellissimo appartamento di Buenos Aires (grazie Sabrina), per prepararmi alla tournee che comincerà ufficialmente il 24 marzo da Mar del Plata. Alcune date sono state spostate e ne sono arrivate di nuove in aprile.

Qui fa caldo, si sta bene in infradito e magliettina ;) Baires è come sempre meravigliosa anche se mi dà l'impressione che da un momento all'altro debba esplodere. La sera esco cercando di non far tardi... ma le tentazioni di questa città sono troppe.

Prometto di cominciare a condividere dalla prox settimana! un abrazo desde Buenos Aires.

LEGGI QUI

 

Domenica 7 Marzo piglio un aereo e me ne volo oltre oceano, nell'altro emisfero!!

Ha inizio il lungo tour in Argentina, 50 giorni di viaggio tra conferenze e spettacoli che devo fare in teatri, scuole, università, circoli di italiani migrati.

In questi giorni mi sto macellando le cervella per creare qualcosa di convincente da proporre con tutto il materiale che ho portato a casa dal viaggio in Italia. Ho vissuto momenti difficili in questa fase creativa, avevo paura di non avere tematiche forti da esporre e invece ne ho trovate a fiumi.. un anticipo?? GLI INDIGENI ITALIANI!! poi la musica come CURA (vedi reportege sul terremoto in Abruzzo), IL SACRO ED IL PROFANO (tutte le madonne che ho documentato) LA SPERANZA (vedi reportage su Giannina, la cantastorie abruzzese).

Il tour è patrocinato (economicamente e moralmente) dalla ATM Associazione Trevisani nel Mondo, in collaborazione con la ong ICEI Istituto Cooperazione Economica Internazionale, IIC Istituto Italiano di Cultura di Buenos Aires, CIS Cooperazione Italiana allo sviluppo, PTSBB Proyecto Turismo Sostenibile en la Boca y Barracas fra gli altri.

LEGGI IL COMUNICATO STAMPA   - ARTICOLO

 

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APPUNTAMENTI FINORA FISSATI

Domenica 14 marzo: RESISTENCIA (Circolo veneti del Chaco)

Mercoledi 17 marzo: CORRIENTES (Università)

Mercoledi 24 marzo: MAR DEL PLATA (Le Tre Venezie)
Venerdi 26 marzo:  BAHIA BLANCA (Dante Alighieri)
Domenica 28 marzo: VILLA REGINA (TEATRO CIRCULO ITALIANO)

Mercoledi 31 marzo: VIEDMA (Centro Culturale)

Sabato 3 aprile:  NECOCHEA (Società Italiana)

Sabato 10 aprile: ROSARIO (Famiglia Veneta di Rosario) 

Mercoledi 14 aprile: BUENOS AIRES (scuola de Barracas)

Giovedi 15 aprile: BUENOS AIRES (scuola de La Boca)

Venerdi 16 aprile: BUENOS AIRES (circolo calabrese)

Domenica 18 aprile: BUENOS AIRES (La trevisana)

Martedi 20 aprile: BUENOS AIRES (TEATRO BROWN, Festival de Otono)

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Terrò aggiornato il blog inserendo pillole e dirette web tv degli spettacoli tramite C6.TV

 

.. e il viaggio continua

 

il 13 febbraio il cammino della musica - io suono italiano? compie UN ANNO

Ricordo con emozione il momento della partenza da Piazzale Burchiellati a Treviso (vedi video).

Un anno di trottorellamento in giro per l'Italia documentando feste, tradizioni, musiche e persone. Sempre più convinto di fare un mestiere fantastico è ancora più fantastico per me condividere l'esperienza con voi. Da ora in poi vi segnalerò mese per mese i reportage che ho fatto in questo stesso periodo un anno fa, in modo da segnalare eventi e magari farvi emergere lo stimolo a viverli voi di persona.

Febbraio, mese di carnevale, a voi quelli seguiti dal cammino della musica:

CARNEVALE DELLA VALFLORIANA ( anche sul numero di febbraio di GDM)

CARNEVALE DI PONTE CAFFARO (qui sotto)

CARNEVALE DI RESIA (anche sul numero di febbraio di Folk Bulletin) 

 
23-01-10

Nel video che segue, ho montato alcuni momenti della serata di sabato 23 gennaio presso il Laboratorio Culturale MATTA di Osimo (AN). Un grazie di cuore ai numerosi partecipanti che dopo lo spettacolo si sono esibiti in frenetiche danze dal mondo... ma soprattutto quelle della terra marchigiana

 

 

E con la tappa di Treviso, mia città natale, Il Cammino della Musica conclude la sua corsa durata 10 mesi attraverso l’Italia suonata. Difficile scrivere in poche righe come mi senta ora dopo tutto questo cammino. Sicuramente diverso da quando sono partito, diverso anche da quella volta che tornai in questa città dopo aver trascorso 8 mesi in America Latina con la prima edizione del progetto. Migliore o peggiore non so, sicuramente più ricco (ahimè non nelle tasche).

L’evento del ritorno ufficiale è stato celebrato domenica 20 dicembre in Piazza della Vittoria a Treviso. Ringrazio tutti quelli che non si sono fatti intimidire, ma che hanno sfidato il gelo della giornata. In primis i membri dell’Ass. Camperisti Marca Trevigiana sponsor del progetto, che hanno portato i loro camper e imbastito un gazebo con tanto di stendardo dedicato; il Gruppo folkloristico Trevigiano che mi ha accolto con la musica della mia terra; l'assessore Stefano Bastianetto che ha patrocinato l'evento; Livio Andreuzza, fondatore del Museo della Moto, sponsor del progetto che fino alle 11.05 mi ha aiutato a mettere in moto il camper che non voleva saperne di partire causa il gelo (vedi video sotto).

È ancora presto per tirare le somme di questo viaggio. Per ora posso dire che dallo Jodel del Trentino alla Tarantella siciliana passando per su ballu sardu, le sfaccettature musicali che il mio paese offre mi han dimostrato chiaramente che non esiste un’unità d’Italia, almeno dal punto di vista musicale; e che le tradizioni autentiche sono esercitate nel quotidiano, rivestite di codici sociali odierni, sapientemente ancorate ad un passato che ovviamente, e sotto certi aspetti per fortuna, se n’è andato.

Su questo viaggio attraverso l’Italia suonata potrei scrivere pagine e pagine raccontando delle storie, delle persone che ho incontrato, dei paesaggi che ho visto, delle difficoltà che ho avuto, dei sapori che ho provato, delle musiche che ho ascoltato, delle realtà che ho vissuto, dell’accoglienza che ho ricevuto e che non ha nulla a che invidiare a quella latino americana, di come sono cambiato io dopo quest’esperienza, delle idee che mi sono venute, del sacro e del profano, di quanti battiti di tamburo ho ascoltato, di come mi vedevano gli altri, di come mi vedevo io, di quello che ho imparato, di quanto ancora mi manca da imparare, degli altri mille problemi che ha avuto il camper, di quanto lo abbia odiato e di quanto me ne sia però affezionato, di quanto abbia rivalutato il mio popolo, di quanto ora lo ami anche nei suoi difetti, di quello che mi hanno lasciato gli incontri, di tutti gli addii, degli strascichi sentimentali che mi portavo dietro ad ogni tappa, della fatica a lasciare qualcuno, della voglia di ritrovare qualcuno, della voglia di abbandonare un luogo e sparire per non tornarci mai più, delle ore seduto a guidare inebetito dalla bellezza del mio paese e alle prese con i miei pensieri, di quel senso di libertà che solo un viaggio del genere può darti. Potrei scrivere per ogni giorno di questo viaggio perché in ogni giorno c’è qualcosa che vale la pena di essere raccontato.

Lo farò, continuerò a vantarmi di questa esperienza con qualsiasi persona mi chiederà di raccontargli qualcosa, più che altro per fargli capire quanto belli siamo noi italiani e che non dobbiamo dimenticare quello che siamo veramente. Soprattutto ringrazierò quelli che hanno creduto al mio progetto, che mi hanno aiutato a realizzarlo, che mi hanno sostenuto e che in qualche modo hanno viaggiato con me su quel camper e su quel sogno.

Grazie e buon Natale!! ...ma il viaggio continua…

I numeri del cammino della musica - Io suono Italiano?: partenza 13 febbraio 2009, ritorno ufficiale 20 dicembre 2009, 45 feste e tradizioni documentate, 19.205 Km percorsi, 3 multe, -5 punti patente, 69 pieni di gasolio, 53 città visitate, 96 ore di girato, 90 collegamenti radiofonici dall’Italia.

 
Tanta acqua e delusione alla festa degli zingari di Riace. Il maltempo ha fatto man bassa di “rote” e tarantelle lasciando appena lo spazio per l’irremovibile processione dei santi Cosimo e Damiano patroni di Riace, protetti da un grande telo di nailon e a loro volta protettori dei nomadi. Nonostante la pioggia tuttavia decine di fedeli hanno percorso lunghi pellegrinaggi dai paesi limitrofi anche di 40 km per giungere al santuario di Riace  e centinaia i fedeli che hanno seguito la processione sotto un’incessante cascata d’acqua.
Gli zingari non se la sono sentita di aprire come di consueto la processione con i loro balli e le travolgenti musiche, mettendo a tacere quindi la parte pagana della festa. Peccato, i racconti su questa celebrazione mi avevano veramente incuriosito.
Sconsolato e inumidito ho così deciso di lasciare Riace per approdare in Sicilia.
 
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grazie meraviglioso ...
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